Bruxelles – Sostegno all’Ucraina, con un futuro nell’Unione europea non più solo promesso ma garantito. Il vertice dei capi di Stato e di governo dei Paesi dell’UE è l’occasione per celebrare il Paese e il suo presidente, Volodimyr Zelensky, di persona a Bruxelles per la riunione che serve a rilanciare un’adesione che ora si intende accelerare. L’ospite viene accolto dai presidenti di Consiglio europeo e Commissione europea, Antonio Costa e Ursula von der Leyen, per una passeggiata a tre che è più di una passerella, è l’immagine dal forte significato politico dell’Ucraina e l’Unione europea che camminano insieme,
“Lunedì abbiamo aperto formalmente i capitoli negoziali del primo gruppo”, ricorda Costa. “Si tratta di un passo molto importante verso l’allargamento dell’Unione europea e la piena adesione dell’Ucraina all’Unione europea”. Il benvenuto in grande stile si spiega così, nella voglia di mostrare – soprattutto alla Russia di Vladimir Putin – che mentre la Federazione russa non avanza, l’occidente si sposta sempre più a est. “Ora abbiamo i 27 Stati membri uniti nel sostenere l’Ucraina”, e con i partner del G7, insiste, “abbiamo deciso di esercitare maggiore pressione sull’economia di guerra della Russia al fine di ridurre la sua capacità di proseguire la guerra contro l’Ucraina”.
Da parte dell’UE, assicura von der Leyen, c’è la voglia di andare fino in fondo: “Ci auguriamo di poter aprire altri cluster negoziali durante l’estate”, l’auspicio che è l’assicurazione del massimo sostegno possibile, lo stesso che chiede Zelensky: “È importante aprire al più presto i restanti cinque gruppi negoziali”, scandisce nella breve apparizioni alla stampa con i due partner UE, che ringrazia: “Sono grato ai leader per il loro sostegno e la loro disponibilità a collaborare per la sicurezza comune sia dell’Ucraina”. Quindi manifesta contentezza per il superamento dei veti UE: “E’ una bella cosa avere l’unanimità”, scandisce in quella che suona da critica a Viktor Orban, ex premier ungherese che nel ruolo di capo di governo ha più volte impedito conclusioni a 27 sull’Ucraina.
Già, i leader. Perché nel giorno che celebra Zelensky e la sua Ucraina più vicina all’Europa e pià lontana dalla Russia, i capi di Stato e di governo tendono la mano a Kiev. Il presidente lituano, Gitanas Nauseda, chiede addirittura che si aprano “tutti” i capitoli negoziali per l’adesione dell’Ucraina, “già a luglio“. Posizione su cui il cancellerie tedesco, Friedrich Merz, frena: “Sono molto contento che la Commissione europea abbia aperto il primo cluster. Si tratta di passi concreti verso l’allargamento dell’Unione europea. Sappiamo tutti che ci vorrà del tempo, ma i primi passi vanno compiuti”.
Avviare l’intero processo di adesione dunque appare irrealistico, ma poter aprire qualche altro gruppo di capitoli negoziali è un’ipotesi largamente condivisa attorno al tavolo dei leader. Si esprimono a favore le repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia, Lituania), Finlandia, Bulgaria, Spagna, con Cipro pronta a coordinare: “Siamo pronti ad aprire tutti i cluster“, scandisce Nicos Christodoulides, presidente cipriota e con la presidenza di turno del Consiglio dell’UE fino a fine mese. “Se tutti gli Stati membri sono d’accordo, come presidenza siamo pronti a farlo”, ribadisce. Tradotto: se tutti i 27 chiedono di aprire anche solo altri capitoli negoziali il processo di adesione andrà comunque avanti.
![Da sinistra: il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa; il presidente dell'Ucraina, Volodymir Zelensky: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [Bruxelles, 18 giugno 2024. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/euco_ua260618-750x375.jpg)

![[foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2024/06/euco-strem-350x250.jpg)




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