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    Home » Salute » Ostetriche da ricollocare come infermiere, per l’UE il problema è degli Stati

    Ostetriche da ricollocare come infermiere, per l’UE il problema è degli Stati

    In Polonia la crisi demografica ripropone il tema della qualifiche professionali. Mînzatu: "Non intendiamo modificare alcuno dei requisiti minimi di formazione per le professioni sanitarie"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Luglio 2026
    in Salute
    Ospedale San Giuseppe di Milano, reparto maternità [foto: Sergio Oliveiro/imagoeconomica]

    Ospedale San Giuseppe di Milano, reparto maternità [foto: Sergio Oliveiro/imagoeconomica]

    Bruxelles – L’UE invecchia, i reparti maternità chiudono e le ostetriche non riescono a reinventarsi come infermiere per ostacoli al riconoscimento di qualifiche professionali. Un problema crescente, a cui l’UE cerca di dare risposta lasciando facoltà agli Stati di sbrigarsela da sé. Complici competenze squisitamente nazionali in materia di sanità, la Commissione europea – un po’ per rispetto dei Trattati, un po’ per evitare strappi con le capitali – intende lasciare le cose come stanno, nonostante le operatrici sanitarie dei reparti maternità siano sempre più in cerca di una nuova sistemazione ospedaliera.

    Ne sanno qualcosa in Polonia, caso esemplare che diventa oggetto di un’interrogazione parlamentare dove il firmatario Marcin Sypniewski (ESN) denuncia che nel Paese “si assiste alla progressiva chiusura di reparti di ostetricia e ginecologia, con conseguente perdita del lavoro per migliaia di ostetriche altamente qualificate”. Allo stesso tempo, il sistema sanitario polacco soffre di una “cronica carenza di personale infermieristico”. Ora, la questione è che spesso le ostetriche possiedono “competenze approfondite acquisite durante gli studi e molti anni di pratica professionale, anche nei reparti di chirurgia, medicina generale, anestesia e terapia intensiva”. A questo si aggiunge il completamento di corsi di specializzazione in infermieristica chirurgica e anestesiologica, eppure queste figure “incontrano ostacoli al riconoscimento di queste qualifiche in altri settori”.

    La Commissione europea prende atto, ma non va oltre. La direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali stabilisce i requisiti minimi di formazione per l’accesso alla professione di infermiere responsabili dell’assistenza generale in tutta l’UE, e “la Commissione non intende modificare alcuno dei requisiti minimi di formazione per le professioni sanitarie previsti dalla direttiva”, taglia corto la  vicepresidente esecutiva responsabile per Competenze e lavoro di qualità, Roxana Mînzatu. Se Polonia e Paesi in situazioni analoghe sono alla ricerca di soluzioni al problema, devono cercarle o produrle a livello nazionale.

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    La direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali, insiste Mînzatu, rende possibile “istituire a livello nazionale percorsi formativi equivalenti, in termini di contenuti e livello, a quelli richiesti per la formazione infermieristica, tra le diverse professioni sanitarie”. Non solo: in base alla stessa normativa, ricorda ancora, “gli Stati membri possono concedere esenzioni totali o parziali, sulla base di una valutazione caso per caso, tramite il riconoscimento accademico, ai professionisti che desiderano cambiare o evolvere nel proprio percorso professionale”.
    I due suggerimenti sono un chiaro invito al ‘fai-da-te’. Se per il riconoscimento delle qualifiche dei medici l’UE intende quantomeno velocizzare le procedure, per le ostetriche da reinserire altrove non si intende fare alcunché. Insomma, se la Polonia non riesce a ricollocare le ostetriche in altri reparti ospedalieri è un problema suo a cui Varsavia deve provvedere, nel rispetto di competenze nazionali che Bruxelles non intende invadere. Il caso dell’ostetrica polacca, comunque, mette in luce una volta di più il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione europea in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue criticità.
    Tags: infermieriospedaliostetrichequalifiche professionaliroxana minzatuue

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