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    Home » Salute » Mancano medici e la Commissione UE valuta misure per accelerare il riconoscimento delle qualifiche professionali

    Mancano medici e la Commissione UE valuta misure per accelerare il riconoscimento delle qualifiche professionali

    Minzatu: "Proposte arriveranno con l'iniziativa sulla portabilità delle competenze". Al vaglio anche politiche di attrazione per personale specializzato extra-comunitario

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    26 Marzo 2026
    in Salute, Economia
    [foto: Sklifosovsky Insitute/Wikimedia Commons]

    [foto: Sklifosovsky Insitute/Wikimedia Commons]

    Bruxelles – L’Unione europea è a corto di medici, e il sistema troppo frammentato e tortuoso nel riconoscimento dei titoli di studio aggrava un problema sempre più strutturale su cui la Commissione europea inizia a ragionare. L’esecutivo comunitario, ammette la vicepresidente esecutiva per le Competenze e il lavoro di qualità, Roxana Minzatu, “sta valutando misure, anche attraverso la digitalizzazione, per modernizzare e accelerare le procedure di riconoscimento delle qualifiche necessarie per accedere alle professioni regolamentate, comprese quelle mediche“.

    La questione dei riconoscimenti delle qualifiche professionali non è nuova, per cui la Corte dei conti dell’UE ha chiesto interventi decisi per consentire un mercato unico davvero funzionante. Adesso l’europarlamentare Jan Farský (PPE) la rilancia con la sua interrogazione sulla carenza di medici e personale medico. “Le lunghe procedure di riconoscimento, la frammentazione dei sistemi nazionali e la lentezza nell’accesso alla formazione post-laurea e alla certificazione continuano a ritardare l’integrazione dei medici qualificati nei sistemi sanitari dell’UE”, lamenta l’esponente del PPE. Questa situazione “crea barriere strutturali alla mobilità del personale e limita la capacità dell’UE di rispondere alla carenza di personale sanitario in modo tempestivo e coordinato”.

    Anche la carenza di medici e personale medico non è una questione attuale. Il centro studi del Parlamento europeo ha stimato un deficit di 1,2 milioni di medici, infermieri e ostetriche in tutta l’UE. Dati da aggiornare al rialzo, poiché aggiornati al 2022 e legati a una situazione che da allora non è cambiata. Perché sul quadro della situazione in corsie e reparti pesa l’invecchiamento demografico, “che colpisce sia i pazienti che il personale sanitario (oltre un terzo dei medici e un quarto degli infermieri hanno più di 55 anni)”.

    Invecchiamento demografico: all’UE servono 11 milioni operatori socio-sanitari in più entro il 2030

    In attesa di aggiornamenti normativi che consentano riconoscimento di titoli di studio e di corsi di specializzazione a livello UE, il team von der Leyen lavora a ‘soluzioni tampone’: “La Commissione esamina varie iniziative politiche per attrarre e trattenere i medici, anche al di fuori dell’UE, al fine di attenuare la carenza di personale sul mercato del lavoro”, assicura Minzatu. Soluzioni d’emergenza per rispondere all’emergenza.
    Del resto, da Trattati, la Commissione può poco. Salute e sanità sono e restano competenze esclusive degli Stati membri, e dunque, ricorda Minzatu, “il reclutamento e l’integrazione professionale dei medici, nonché la garanzia dell’accesso alla formazione post-laurea e ai percorsi di specializzazione, restano di competenza degli Stati membri”. L’UE deve muoversi all’interno delle prerogative che le sono proprie, ed è questo ciò che intende fare questo esecutivo comunitario. “L‘obiettivo delle iniziative della Commissione è rimuovere gli ostacoli amministrativi alla libera mobilità dei medici, salvaguardando al contempo gli obiettivi di salute pubblica”. In tal senso il team von der Leyen “sta valutando possibili misure per accelerare le procedure di riconoscimento per i medici“. Queste misure, precisa ancora Minzatu senza offrire anticipazioni né dettagli, rientrano nell’ambito dell’Azione 2 dell’Iniziativa sulla portabilità delle competenze, che la Commissione intende presentare nel terzo trimestre di quest’anno, dunque tra luglio e settembre.
    Tags: lavoromedicimedicinaqualifiche professionaliroxana minzatuSaluteue

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