Bruxelles – Ci sono immagini che rimangono per sempre impresse nella memoria. Per la commissaria europea per la Preparazione, la Gestione delle crisi e l’Uguaglianza, Hadja Lahbib, è il caso delle “colonne di trattori degli agricoltori dirette in Gironda (dipartimento della Francia, ndr) per rifornire d’acqua i vigili del fuoco”. Con queste parole Lahbib ha raccontato la sua visita nella regione francese, una delle aree più duramente colpite dai violenti incendi boschivi, dove si è recata oggi (30 luglio) per testimoniare la solidarietà dell’Unione europea e ringraziare i soccorritori impegnati nelle operazioni di spegnimento.
Durante la visita, Lahbib ha incontrato le autorità locali e i vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di spegnimento, ringraziandoli per il loro lavoro e osservando da vicino le attività di risposta all’emergenza. La sua presenza arriva mentre l’UE ha già attivato un importante dispiegamento di mezzi attraverso il Meccanismo di protezione civile in risposta alla richiesta di assistenza avanzata da Parigi.
Attualmente sono operative in Francia otto unità aeree antincendio provenienti da Croazia, Portogallo, Svezia, Turchia e Lussemburgo, oltre a quattro elicotteri inviati da Repubblica Ceca, Germania e Slovacchia. L’intervento si inserisce in una più ampia mobilitazione europea che coinvolge anche la Spagna, anch’essa alle prese con incendi di eccezionale intensità.
“La solidarietà umana che vediamo sul terreno è la stessa che stiamo costruendo a livello europeo”, ha dichiarato Lahbib, ricordando come, dall’inizio dell’estate, quasi 800 vigili del fuoco provenienti da 14 Paesi siano stati pre-posizionati nelle aree europee a maggiore rischio. “In tutta Europa, i vigili del fuoco lasciano le proprie case per proteggere quelle degli altri. Possono indossare uniformi diverse e parlare lingue diverse, ma stanno combattendo lo stesso incendio con lo stesso spirito europeo”, ha affermato.
La commissaria ha inoltre sottolineato il ruolo del sistema europeo di risposta alle emergenze, che oltre a coordinare uomini e mezzi impiega anche il programma satellitare Copernicus per fornire mappe aggiornate in tempo reale delle aree colpite. Se le risorse offerte dagli Stati membri non bastano, l’UE può inoltre ricorrere a rescEU, la riserva strategica europea che dispone di una flotta di 22 aerei e cinque elicotteri antincendio.
Nel suo intervento, Lahbib ha infine ribadito il legame tra l’intensificarsi degli incendi e la crisi climatica: “Il cambiamento climatico non sta più bussando alla porta dell’Europa, è già dentro casa. L’unica risposta è più unità, più solidarietà. Più Europa“. Resta però aperto il nodo della prevenzione: la possibilità per l’Unione europea di dotarsi di una strategia comune contro gli incendi, richiesta ieri dal Partito Popolare europeo (PPE). Sul tema, rispondendo alla domanda di una giornalista che le chiedeva se dall’emergenza fosse stata tratta una lezione, Lahbib ha replicato: “C’è sempre da imparare, ma al momento non c’è una controversia sul piano politico: c’è solo solidarietà”.










![[foto: Mattia Calaprice/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/07/Imagoeconomica_1902972-120x86.jpg)
