Bruxelles – Di fronte alla crisi migratoria a Ceuta la Commissione europea si mobilita per venire incontro alla Spagna. L’esecutivo comunitario non resta a guardare, assicura il commissario per gli Affari interni, Magnus Brunner: “Siamo in contatto con le autorità competenti in merito all’evolversi della situazione”, assicura. Quindi spiega che l’esecutivo comunitario gioca su due fronti, uno interno e l’altro esterno: da una parte c’è disponibilità ad aiutare il governo spagnolo nella gestione degli arrivi, e dall’altra parte si lavora per convincere il governo del Marocco a evitare partenze.
“Abbiamo comunicato al ministro [dell’Interno spagnolo Fernando] Grande-Marlaska la disponibilità dell’Unione europea ad aumentare il sostegno alla Spagna, anche attraverso Frontex, per controllare la situazione”, fa sapere Brunner. Oltre a predisporre un potenziamento dell’Agenzia di guardia costiera e di frontiera dell’UE, parallelamente “stiamo inoltre seguendo la situazione con le autorità marocchine per garantire che vengano compiuti tutti gli sforzi necessari per prevenire questi viaggi pericolosi”. E’ questa la dimostrazione che il governo di Madrid sta lavorando per cercare di porre freno e controllo all’ondata di immigrati giunti nell’exclave spagnola in nord Africa. “Stiamo mobilitando tutte le risorse necessarie, lavorando con le autorità marocchine e internazionali, e preparando le misure necessarie per ripristinare la normalità il prima possibile”, ha garantito sin da subito il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez. Ora la risposta della Commissione europea.
Intanto non si ferma il dibattito politico. La destra spagnola ed europea critica il ‘modello Sanchez’, giudicato fallimentare nella gestione dei fenomeni migratori. Alla luce dello
scontro tra Roma e Madrid, l’europarlamentare del PD,
Sandro Ruotolo, va all’attacco della maggioranza di governo: “Meloni attacca la Spagna e mette in discussione Schengen. Ma qual è la sua alternativa davanti a migliaia di persone che tentano di raggiungere a nuoto il territorio europeo? I muri? L’esercito? Trasformare il Mediterraneo in una fortezza? Pedro Sánchez ha invece il coraggio di dire una verità che condividiamo:
l’immigrazione non si cancella con la propaganda, si governa“. Di fronte a questa crisi, come altre, insiste, “la scelta non è tra accogliere tutti o respingere tutti. È tra governare l’immigrazione o subirla”.