Bruxelles – Frontex e l’Italia insieme per sperimentare il volo in mare dei droni più grandi mai utilizzati dall’Agenzia europea di Guardia di frontiera e costiera. Il test ha avuto luogo tra maggio e luglio. Si è trattato di un progetto pilota con la Guardia Costiera italiana in base al quale “due droni a decollo e atterraggio verticale hanno operato giorno e notte da una nave pattuglia” – la Luigi Dattilo – “nel Mediterraneo centrale, fornendo all’equipaggio una visione in tempo reale di ciò che accadeva ben oltre la visuale del ponte“, spiega Frontex. “È stata la prima volta che droni di questa classe, con un peso compreso tra i 50 e i 100 chilogrammi, e per di più in due, hanno volato come parte integrante di un’imbarcazione nell’ambito di un progetto pilota di Frontex”, evidenzia l’Agenzia.
Frontex precisa che l’obiettivo della sperimentazione era verificare se droni e nave potessero operare come un unico sistema, estendendo il campo visivo dell’imbarcazione e supportando l’intera gamma di compiti della Guardia Costiera, dal monitoraggio del traffico marittimo alla ricerca e al salvataggio. Una missione compiuta dato che, secondo l’Agenzia, uno dei risultati chiave della sperimentazione è stato che i droni non sono rimasti un’aggiunta temporanea: antenne di comunicazione, terminali dati a terra e stazioni di controllo sono stati installati nella sala operativa della nave, rendendo i droni parte integrante dell’imbarcazione e uno strumento operativo nella routine quotidiana della Guardia Costiera italiana.
I risultati sono stati messi alla prova l’8 luglio, quando alti rappresentanti di Frontex e della Guardia Costiera italiana hanno assistito dal vivo a bordo a una dimostrazione: in una simulazione di ricerca e salvataggio, uno dei droni ha localizzato un piccolo gommone e ha contribuito a coordinarne il recupero. “La strategia è in realtà un sogno, un’idea di ciò che si vuole realizzare. Ma quando ci si trova su una nave in movimento e si vede il drone decollare, svolgere il suo lavoro e permettere all’equipaggio di concentrarsi non sul pilotaggio del drone, ma sulla missione, questo va oltre ogni immaginazione”, ha affermato Aija Kalnaja, vice direttrice esecutiva per le capacità di Frontex.
In 19 giorni di navigazione, dal 27 giugno al 15 luglio, i droni hanno completato le 150 ore di volo previste per la sperimentazione, due giorni prima della sua conclusione ufficiale. Al culmine della sperimentazione, i due velivoli sono rimasti in volo simultaneamente per un totale di 20 ore al giorno, dimostrando un raggio d’azione di 150 chilometri dalla nave, “ben oltre la portata dei soli sensori, con la possibilità per i velivoli di volare ancora più lontano”. Durante tutta la fase operativa, è stato trasmesso un flusso video in diretta a un sistema di visualizzazione centralizzato (Common Operational Picture, COP), un’unica rappresentazione in tempo reale della situazione in mare condivisa dalla nave e dai centri di comando a terra. “A seguito dei test di integrazione del sistema iniziati a metà maggio, le operazioni di volo sono state gradualmente intensificate in tre fasi, con voli progressivamente più lunghi, complessi, rilevanti dal punto di vista operativo e maggiormente esposti alle difficili condizioni del mare”, chiarisce Frontex.
Per il Contrammiraglio Luigi D’Aniello, Capo del Dipartimento Pianificazione e Operazioni del Comando Generale della Guardia Costiera italiana, “i droni rappresentano senza dubbio un valore aggiunto, qualcosa che può creare nuovi scenari: un approccio davvero innovativo che segue l’evoluzione della tecnologia e si adegua all’evoluzione dei fenomeni che ci troviamo ad affrontare”. Perché “gli scenari internazionali si sono sviluppati e modificati così rapidamente negli ultimi anni, e ogni volta ciò comporta cambiamenti strategici, tattici e operativi in tutti i settori di attività della Guardia Costiera italiana”, ha affermato.
I droni erano di proprietà e gestiti da due appaltatori specializzati, Global SAT come contraente principale e Shield AI come subappaltatore, che insieme hanno fornito un servizio completo, dal decollo alla consegna dei dati. Frontex effettuerà ora una valutazione completa dei risultati, ma “il progetto ha già prodotto una serie di linee guida e insegnamenti appresi per l’integrazione dei droni nelle operazioni quotidiane di guardia di frontiera e costiera, e i suoi risultati saranno condivisi con gli Stati membri e le agenzie dell’UE in autunno”. Infine, i risultati confluiranno nei piani di Frontex per modernizzare la sorveglianza in tutta la comunità europea della guardia di frontiera e costiera.



![[Foto: Unsplash]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/daniel-schludi-e1RI3wRelqM-unsplash-350x250.jpg)







![[foto: P. Pérez/Wikimedia Commons]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/07/Venezia_2008_Biennale-120x86.jpg)