Bruxelles – Il Libano abolisce la pena di morte e diventa il primo Paese del Medio Oriente ad adottare una legge che elimina la pena capitale per tutti i reati, sostituendola con l’ergastolo con lavori forzati. Una decisione accolta con favore dall’Unione europea, che vede nel provvedimento un importante passo avanti nella tutela dei diritti umani e un segnale per l’intera regione. La legge è stata approvata dalla maggioranza dei 128 deputati del Parlamento libanese, con l’eccezione del blocco parlamentare di Hezbollah. Il Paese osservava dal gennaio 2004 una moratoria di fatto sulle esecuzioni, senza però aver abolito formalmente la pena di morte: da allora erano state comunque emesse decine di condanne, successivamente sospese o commutate.
“Il Libano riacquista il suo ruolo pionieristico nella regione come difensore dei diritti umani”, ha dichiarato il ministro della Giustizia Adel Nassar, sottolineando che con l’abolizione della pena capitale il Paese “ha scelto di combattere l’omicidio invece di ricorrere alla pena capitale”. Nassar ha inoltre respinto l’idea che la nuova legge rappresenti una forma di clemenza nei confronti dei criminali: “La privazione della libertà non è clemenza”.
A congratularsi con Beirut è stata l’Alta rappresentante dell’UE per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, che ha definito l’abolizione “un risultato storico” e un “significativo passo avanti per i diritti umani nel Paese”. La decisione, ha sottolineato, si inserisce nel solco della moratoria di fatto sulle esecuzioni mantenuta dal Libano dal 2004 e conferma l’impegno di Beirut a “rispettare, proteggere e garantire il diritto alla vita”. Per Bruxelles, il valore della scelta va però oltre i confini libanesi. “Essendo il primo Paese della regione ad abolire la pena di morte, il Libano sta dando un esempio potente agli altri Paesi del Medio Oriente e oltre”, ha affermato Kallas, evidenziando la crescente tendenza globale verso l’abolizione della pena capitale.
L’UE ha quindi rinnovato il suo appello a tutti gli Stati che ancora applicano la pena di morte affinché la aboliscano e, nell’attesa, introducano una moratoria sulle esecuzioni – tra questi Stati figura il vicino di casa, Israele, che il 30 marzo scorso ha approvato una legge che prevede la condanna a morte come pena predefinita per i palestinesi accusati di terrorismo. Un richiamo rivolto anche ai Paesi che stanno valutando di reintrodurla, invitati da Bruxelles a evitare “un passo regressivo”. Kallas ha infine ribadito il sostegno europeo al percorso di riforme delle autorità libanesi e la volontà dell’UE di proseguire la cooperazione con Beirut sulla tutela dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto.


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