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    Home » Politica Estera » Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    Il tema al centro dell'agenda dei ministri degli Esteri. Prevista conversazione col premier libanese e possibile finestra per le sanzioni ai coloni israeliani violenti. Kallas pronta a offrire nuovi aiuti all'Ucraina

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Aprile 2026
    in Politica Estera
    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

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    Bruxelles – Con il Medio Oriente in fiamme e l’attenzione sui conflitti in Libano e Iran si rischia di abbassare la guardia sulla riorganizzazione di Daesh. “Con quello che sta accadendo dobbiamo tenere gli occhi aperti sulla minaccia terroristica“, ragiona un alto funzionario europeo, a proposito delle sfide che si annidano in una situazione definita “fluida”, ma considerata troppo caotica. I ministri degli Esteri si ritroveranno a Lussemburgo la settimana prossima (martedì 21 aprile) per discutere, tra le altre cose, anche del Medio Oriente e dei rischi terroristici.

    Il Medio Oriente chiama con sé Hezbollah, organizzazione che l’UE ha riconosciuto come terroristica e operante in Libano, e l’Iran, considerata tra i principali finanziatori del terrorismo. “Ma il Medio Oriente è anche la Siria“, ragiona lo stesso alto funzionario europeo, a voler ricordare come in questo momento il concentrarsi su alcune aree ne sta lasciando scoperte altre. Le paure legate al cambio di regime, dopo la caduta di Bashar al-Assad, tornano dunque ad affacciarsi e i ministri degli Esteri dei 27 inizieranno un nuovo ragionamento sulla gestione della situazione.

    Von der Leyen: “Il futuro della Siria pieno di rischi, più contatti con Hts”

    Il dibattito sul Medio Oriente si arricchisce della presenza del primo ministro libanese, Nawaf Salam, col quale si terrà un dibattito informale. L’oggetto sarà la tregua con Israele, ma ci si attende di ascoltare dal capo di governo libanese il resoconto sulla situazione per la valutazioni del caso. L’UE comunque resta pronta a sostenere il Paese.

    Intanto, rispetto a Tel Aviv, “molti ministri, quasi tutti, sono favorevoli ad andare avanti” sulle sanzioni ai coloni estremisti israeliani, finora bloccate dall’Ungheria, “e se si aprisse una finestra, mi aspetto che saranno desiderosi di coglierla“, precisa l’alto funzionario. Inoltre, sulla possibile sospensione dell’accordo di associazione, “l’UE è stata piuttosto chiara nella sua dichiarazione contro la pena di morte” così come “sull’attività di insediamento in Cisgiordania” e “naturalmente la posizione di lunga data dell’Ue sulla situazione a Gaza resta molto chiara”, precisa ancora la fonte UE. Dunque, “le misure sono sul tavolo. Ma dovremo vedere dove andrà la discussione martedì”, osserva.

    Il primo punto all’ordine del giorno è comunque l’Ucraina. L’Alta rappresentate per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, “intende accrescere la pressione sulla Russia in ogni dimensione“, spiegano a Bruxelles fonti bene informate. Questo impegno passa per nuove, ulteriori strette sulla flotta delle navi fantasma e lo studio di nuove misure volte a evitare che il Cremlino si arricchisca con la guerra in Iran. Dunque, sul tavolo c’è il ventesimo pacchetto di sanzioni su cui pesava il voto dell’ex premier ungherese Viktor Orbán. “L’alta rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, e molti ministri avrebbero preferito che fosse stato approvato molte settimane fa”, scandisce la fonte UE. “Se ci sarà un’opportunità, e spero che ci sia, sono sicuro che lei e i ministri saranno pronti a coglierla il più rapidamente possibile”, precisa. Per l’Ucraina, accanto ai tre pilastri dell’agenda europea per Kiev – sostegno militare, sostegno civile e cooperazione industriale – Kallas intende proporre un quarto pilastro aggiuntivo, tutto nuovo, relativo a riforme nel sistema della difesa. In questo pilastro vengono ricompresi sostegni UE in materia di sminamento del territorio, difesa anti-droni di nuova generazione, reinserimento dei veterani nel mondo del lavoro.

    Tags: consiglio ueDaeshMedio Orienteterrorismoue

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