Bruxelles – Persone con lunga esperienza militare, e partecipazione a più conflitti o un solo conflitto ma di lunga durata: sono i veterani, categoria di cui l’Ucraina inizia a preoccuparsi e su cui anche l’Unione europea inizia a interrogarsi. Perché il numero di veterani e dei loro familiari ammonta a 5-6 milioni, ovvero circa il 15 per cento dei 38 milioni di abitanti dell’Ucraina, e alla fine del 2025 si contavano oltre 1,4 milioni di veterani registrati e oltre 143mila persone con disabilità, “una condizione causata direttamente dall’invasione russa”, denuncia un documento di lavoro del Parlamento europeo. Chi non è veterano con mutilazioni si trova spesso in necessità di supporto psicologico, per quella che già adesso è per l’Ucraina una questione sociale tutta da affrontare.
“Tra i veterani, vi è un notevole bisogno di accesso a cure mediche adeguate, protesi, riabilitazione, farmaci necessari e supporto psicologico“, sottolinea il Servizio Ricerche dell’Eurocamera, che avverte: “Considerando che l’età media di un veterano è stimata intorno ai 45 anni, ci sarà bisogno di servizi di riabilitazione per i prossimi 60-70 anni“. Ciò, nel caso in cui la guerra russo-ucraina dovesse finire nelle prossime settimane, perché il rischio è che una durata ancora più estesa del conflitto possa accrescere l’assistenza futura.
L’Unione europea è stata attivata sul tema, discusso a Kiev lo scorso 31 marzo in occasione dell’incontro tra l’Alta rappresentate per la Politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, e la prima ministra dell’Ucraina, Yulia Svyrydenko. Ucraina e Unione europea iniziano a porsi la questione del re-inserimento nella vita civile, a cominciare dal mondo del lavoro. Kallas ha manifestato l’impegno dell’Unione europea in tal senso, assicurando che “l‘UE sta ampliando il sostegno alla riabilitazione e al reinserimento dei veterani nel settore civile qui in Ucraina, e questo, ovviamente, si applica a tutti i veterani”.
A riprova di ciò, l’impegno dell’UE per il sostegno di mutilati, feriti ed ex-soldati con necessità di sostegno psicologico, sarà oggetto della riunione del Consiglio degli Affari esteri della prossima settimana (21 aprile), dove l’Ucraina e il sostegno UE al Paese è il primo punto all’ordine del giorno. Si tratta di stabilire il modo in cui l’Unione europea può contribuire, e in tal senso va trovato innanzitutto un contributo finanziario adeguato, tra tutto il sostegno garantito finora. A Kiev spetterà il compito delle misure e delle politiche.
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