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    Home » Politica Estera » Torna la paura terrorismo nell’Ue: “La capacità di Daesh di colpire sta crescendo”

    Torna la paura terrorismo nell’Ue: “La capacità di Daesh di colpire sta crescendo”

    L'ammissione dei ministri degli Esteri nelle conclusioni sulla sicurezza. Appello a maggiore cooperazione, soprattutto con i Paesi terzi. Preoccupano Medio Oriente, Asia centrale e Africa. "Si può colpire anche in Europa"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Dicembre 2024
    in Politica Estera
    Terroristi islamici. Nell'Ue cresce l'allerta per la capacità di Daesh di colpire in Europa [foto: imagoeconomica]

    Terroristi islamici. Nell'Ue cresce l'allerta per la capacità di Daesh di colpire in Europa [foto: imagoeconomica]

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    Bruxelles – Torna a crescere l’allerta terrorismo in Europa, con gli Stati membri dell’Ue ora inquieti per Daesh e una possibile nuova stagione di attentati di matrice islamica. L’allarme c’è, e gli Stati non fanno nulla per nasconderlo. Anzi, lo mettono nero su bianco anche nel comunicato stampa che accompagna la decisione politica di rafforzare la cooperazione nella lotta al terrorismo non solo tra i Ventisette, ma soprattutto con i Paesi terzi.

    “Il Consiglio nota con grande preoccupazione che la capacità della provincia di Daesh Khorasan (ISKP) di ispirare e condurre operazioni esterne, anche in Europa, sta crescendo“, riconoscono i ministri degli Esteri al termine della riunione tenuta a Bruxelles.

    Una riunione ministeriale della coalizione globale anti-Daesh. Della coalizione fanno parte Australia, Bahrain, Belgio, Regno Unito, Canada, Danimarca, l’Egitto, Francia, Germania, Iraq, Italia, Giordania, Kuwait, Libano, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Qatar, Arabia Saudita, Spagna, Svezia, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti [foto: Angelo Carconi/imagoeconomica]
    La minaccia è globale. Da un parte si guarda all’Asia, perché Isis-Daesh ha sede in Afghanistan e “presente nelle aree limitrofe”. Il problema è che l’Afghanistan è ora sotto il controllo dei talebani, con cui l’Ue fa non poca fatica a relazionarsi. Un interlocutore difficile, e parlare con il governo per ragioni di sicurezza vuol dire riconoscere il regime islamico.

    Ancora, in questo scenario il Consiglio Ue sottolinea come “la crisi in corso in Medio Oriente stia guidando la radicalizzazione in tutto il mondo“, con tutte le ricadute del caso. A cominciare dalla regione. Per questo il consesso dei ministri degli Esteri conferma “l’impegno incrollabile dell’Ue nella lotta al terrorismo in Iraq e Siria”. Un riferimento non casuale quello del Paese appena liberato dall’ex presidente Bashar al-Assad, ma liberato da forze – la milizia islamista Hay’at Tahrir al-Sham (HTS) – che l’Ue riconosce come organizzazione terroristica. L’Ue vuole lavorare ad un stabilizzazione della Siria, più per paura di migranti in marcia verso l’Europa che per i valori tanto sbandierati in questi ultimi mesi.

    Proprio la questione migratoria alimenta anche i rinnovati timori per il continente sulla sponda sud del Mediterraneo. “La minaccia terroristica in Africa sta aumentando, con Da’esh, al-Qaeda, i loro affiliati e altri attori non statali che sfruttano i conflitti locali e la fragilità sociale, politica ed economica”, avvertono i ministri, i quali sottolineano che “di particolare preoccupazione è il deterioramento della situazione della sicurezza nel Sahel, con effetti di ricaduta sugli stati costieri dell’Africa occidentale e potenzialmente sul Nord Africa”.

    Tags: Africaattentaticonsiglio uecooperazioneDaeshsicurezzaterrorismoue

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