Bruxelles – L’Unione europea schiera Meta e TikTok contro le “false promesse” diffuse dalle reti criminali che avrebbero alimentato la crisi migratoria a Ceuta. Le due piattaforme hanno attivato i protocolli di crisi e istituito un meccanismo ad hoc di cooperazione con i fact-checker per contrastare la disinformazione sui social. Una misura considerata fondamentale anche in vista di una possibile seconda ondata migratoria, attesa intorno al 15 agosto. A confermare l’attivazione del nuovo meccanismo è stata la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen. “TikTok e Meta hanno attivato i protocolli di crisi e hanno ora messo in atto un meccanismo ad hoc di escalation e cooperazione con i fact-checker”, ha scritto su X. L’obiettivo, ha spiegato, è “soffocare le reti criminali che vendono false promesse, a costo di vite umane”.
Secondo Palazzo Berlaymont, la Commissione europea, Europol e piattaforme digitali si scambiano informazioni quotidianamente e hanno intensificato il coordinamento sulla situazione. Un lavoro che, nelle intenzioni della Commissione UE, dovrebbe permettere di individuare rapidamente contenuti falsi o fuorvianti capaci di spingere le persone a intraprendere viaggi pericolosi verso l’exclave spagnola.
Il tema è emerso dopo la massiccia ondata migratoria che ha portato oltre 70 mila persone dal Marocco verso Ceuta, causando anche numerose vittime e riaccendendo lo scontro politico europeo sulla gestione delle frontiere esterne. A giocare un ruolo nella crisi sarebbero stati anche i social network. Diversi migranti avrebbero infatti riferito di aver visto su TikTok e altre piattaforme video e messaggi secondo cui il confine tra Marocco e Ceuta sarebbe stato improvvisamente aperto. Informazioni che, secondo Bruxelles, potrebbero essere state diffuse o sfruttate dalle reti criminali per convincere le persone a tentare l’attraversamento.
Durante il briefing quotidiano con la stampa, Balazs Ujvari, portavoce della Commissione UE, ha spiegato che, sotto il coordinamento di Bruxelles, i fact-checker che conoscono la situazione locale potranno segnalare alle piattaforme eventuali contenuti di disinformazione dannosi, per esempio quelli relativi a un possibile nuovo attraversamento di massa del confine. Le segnalazioni potranno aiutare Meta e TikTok a valutare più rapidamente quali contenuti necessitino di un intervento. Sempre durante il briefing di mezzogiorno, ma quello del 6 agosto, il portavoce della Commissione europea Guillaume Mercier aveva invece riferito che l’esecutivo UE aveva rilevato “la presenza di canali di informazione e manipolazione, russi in particolare, che hanno sollecitato all’azione su diverse piattaforme in rete a partire dal 30 luglio”.
La Commissione guarda inoltre al Digital Services Act (DSA), il regolamento europeo che disciplina le piattaforme online. Virkkunen ha avuto un colloquio con il ministro spagnolo per la Trasformazione digitale e la Funzione pubblica, Óscar López, durante il quale è stata sottolineata l’importanza della piena attuazione del DSA in Spagna. Bruxelles si è detta pronta a “fornire ulteriore sostegno sul fronte digitale”, qualora Madrid lo richiedesse.
Intanto, giovedì la Commissione europea riunirà il gruppo di lavoro sull’integrità delle informazioni, uno dei gruppi del Board dei coordinatori dei servizi digitali, per discutere anche del monitoraggio della situazione a Ceuta e delle possibili ulteriori misure previste dal DSA. L’obiettivo di Bruxelles è dunque arrivare preparata a una possibile nuova crisi, impedendo che i social diventino ancora una volta “il terreno attraverso cui le reti criminali alimentano aspettative e viaggi irregolari” verso Ceuta. Perché, a pagarne le conseguenze, sono ancora una volta le persone, a un costo che si misura in vite umane.

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