Bruxelles – Oggi (31 agosto) il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (PNRR), il pilastro centrale di NextGenerationEU chiude: gli Stati membri raggiungono il termine ultimo per l’attuazione delle riforme e degli investimenti previsti dai rispettivi piani nazionali di ripresa e resilienza. Lo comunica la Commissione europea con una nota stampa.
Con l’ingresso di NextGenerationEU nella sua fase conclusiva, l’attenzione si sposta ora sul completamento degli ultimi passaggi necessari per chiudere con successo il percorso del Dispositivo per la ripresa e la resilienza. Gli Stati membri hanno tempo fino al 30 settembre 2026 per presentare le richieste finali di pagamento, corredate di tutta la documentazione di supporto necessaria a comprovare il raggiungimento degli obiettivi concordati. La data successiva è poi quella del 31 dicembre 2026 entro cui la Commissione europea si è impegnata a completare tutti i pagamenti, chiudendo così un ciclo di finanziamento che ha accompagnato l’Unione per diversi anni.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sostiene che “NextGenerationEU ha contribuito a proteggere i nostri cittadini e le nostre economie in un momento di grande incertezza. Ha accelerato la transizione verso un’economia pulita e digitale, riducendo la dipendenza dell’Europa dall’energia importata. Le riforme e la resilienza apportate andranno a beneficio dell’Europa per le generazioni a venire”.
Secondo Palazzo Berlaymont, NextGenerationEU ha sostenuto l’attività economica in un momento critico, contribuendo a mantenere la disoccupazione su livelli bassi da record e ha accelerato investimenti strategici nelle energie rinnovabili, nell’efficienza energetica e nelle tecnologie pulite.
Al di là dei risultati economici, secondo la Commissione, NextGenerationEU ha dimostrato soprattutto “la forza dell’unità europea, provando che quando l’Europa agisce in modo rapido, ambizioso e coeso è in grado di affrontare sfide eccezionali”.
Proprio oggi, la Commissione ha dato il via libera alla richiesta di pagamento finale della Svezia, che ha completato il 100 per cento degli investimenti e delle riforme previste dal proprio piano di ripresa e resilienza, seguendo a breve distanza la Danimarca, che aveva già raggiunto lo stesso traguardo. Ad oggi risultano erogati complessivamente 440 miliardi di euro, mentre altri 133 miliardi di euro dovranno essere versati entro la fine del 2026. Secondo la Commissione, i prossimi mesi rappresentano un’opportunità per consolidare questo slancio e realizzare pienamente il potenziale di NextGenerationEU.
Tra i beneficiari del programma, l’Italia risulta il Paese con la quota maggiore dei fondi NextGenerationEU: al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) sono stati destinati complessivamente 194,4 miliardi di euro, suddivisi in 71,8 miliardi di euro in sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 miliardi di euro in prestiti. Del totale messo a disposizione di 194,4 miliardi, il BelPaese ha incassato 165,2 miliardi (105,2 miliardi prestiti, 60,7 miliardi in garanzie) a fronte di nove rate erogate e ora deve chiedere la decima rata.
Nella nota dell’esecutivo UE, si specifica inoltre che, a partire da domani, eventuali azioni intraprese dagli Stati membri non potranno più essere prese in considerazione dalla Commissione ai fini della valutazione delle richieste di pagamento, inclusi i casi di pagamenti già sospesi, e non sarà più possibile adottare ulteriori modifiche ai piani nazionali di ripresa e resilienza.



![[Foto: Unsplash]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/febiyan-hwDGRQzAeM-unsplash-350x250.jpg)






![[foto: MPD01605/Wikimedia Commons]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/08/European_flag-120x86.jpg)