Bruxelles – “La rapidità con cui il mondo è cambiato ci pone davanti a due sole strade: i Paesi dell’Unione europea possono guidare insieme il cambiamento o affrontare da soli il proprio declino”. Il motivo? “Il rassicurante rifugio di una terza via, ambigua e intermedia, non esiste più”. A dichiararlo, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, oggi (26 agosto) a Rimini per partecipare all’incontro “Europa. Custodire le radici, accelerare il futuro”. L’evento si è tenuto nell’ambito del Meeting per l’amicizia fra i popoli , il festival fondato nel 1980 da alcuni membri del movimento cattolico Comunione e Liberazione. La presidente ha tenuto un discorso dopo i saluti istituzionali del ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, e del presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS, Bernhard Scholz.
Metsola ha ribadito che la guerra in Ucraina, l’intelligenza artificiale, le alluvioni, gli incendi, la competitività, la reindustrializzazione, l’energia, l’immigrazione, la sicurezza e il costo della vita sono tutte sfide che “nessuno Stato membro può gestire meglio da solo”. Non si tratta di “appartenenze politiche né di ideologia”, ma “di capire se siamo pronti a trovare il coraggio di rispondere a ciò che questo momento storico ci chiede”. Pertanto, bisogna che l’Europa riconosca che “il tempo per agire è adesso”, in un mondo “in cui i tiranni sono ancora troppi”.
Nell’ ammettere che ci sono questioni “su cui possiamo migliorare”, la presidente ha presentato alcuni dei dossier più “caldi” del Parlamento europeo. Per quanto riguarda le imprese, ha sottolineato la necessità di adottare “misure ambiziose per ridurre la troppa burocrazia, sostenere e rilanciare il nostro tessuto produttivo, e aiutare le imprese europee a crescere”. L’obiettivo è “colmare il divario tra un’idea e il suo ingresso sul mercato, riportare la produzione industriale in Europa e costruire i campioni industriali di domani”. La presidente ha constatato che “l’attuale frammentazione ci sta facendo perdere la nostra forza produttiva a vantaggio della Cina e di altri concorrenti, in cambio di vantaggi di breve respiro”. La presidente ha anche criticato implicitamente “recenti norme europee sul packaging, che impongono alle piccole e medie imprese europee oneri rigidi e controproducenti”, definendole delle “proposte che finiscono per ostacolare invece di aiutare”. Per questo motivo, ha annunciato che nelle prossime settimane l’Eurocamera provvederà a “correggere questa situazione”.
Sul tema dell’intelligenza artificiale, la maltese ha affermato che “un continente più competitivo e più connesso è l’unico modo per consentire all’Europa di restare protagonista della rivoluzione tecnologica che ha trasformato ogni aspetto della nostra vita”. Tuttavia, l’Europa non deve restare “una semplice spettatrice nella corsa globale all’intelligenza artificiale”, ma “svolgere il proprio ruolo” con una prospettiva “né americana né cinese”.
Un approccio che deve essere applicato anche alll’immigrazione: “al Parlamento europeo stiamo costruendo un sistema che funzioni davvero: giusto e umano, ma anche fermo ed efficiente”, ha spiegato, chiarendo che il sistema attualmente in vigore punta a “proteggere le frontiere, combattere le reti criminali dei trafficanti che sfruttano i più vulnerabili”, consentendo “di destinare le risorse a chi ne ha realmente bisogno”.
A conclusione del suo discorso, Metsola ha riaffermato che solo “un’Europa che sappia rimettere l’essere umano prima di qualsiasi istituzione, di qualsiasi mercato e di qualsiasi confine” potrà “continuare a rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, alle ambizioni delle imprese, alle speranze dei giovani”, promettendo che il Parlamento europeo la fiducia dei suoi cittadini con “lavoro e risultati”.








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