Bruxelles – Come si rispondere a un contesto geopolitico sempre più instabile e militarizzato? Per molti governi europei la soluzione è anche colmare la diminuzione del personale negli eserciti. Poiché sono sempre meno i giovani intenzionati a intraprendere la carriera militare, molti Stati membri dell’UE che non hanno la leva obbligatoria, come ce l’hanno ben dieci Paesi membri, hanno deciso di attivare il servizio militare volontario, con la speranza di attrarre più persone.
Belgio
Mercoledì 26 agosto il Belgio ha dato ufficialmente inizio a questa nuova forma di arruolamento. L’emittente radiotelevisiva fiamminga Vrt News ha riportato che su un campione totale di circa 130.000 giovani, hanno presentato domanda 3.248 ragazzi. Tra questi – secondo quanto evidenziato dal media belga Brussels Times – sono stati arruolati in 50, a cui seguiranno 450 nelle prossime settimane. I 500 – di cui 80 sono donne – hanno un’età compresa tra i 18 e i 25 anni e lavoreranno per un anno a tempo pieno per il Ministero della Difesa. Oltre ai selezionati, è presente inoltre una lista di riserva per compensare eventuali cancellazioni. Le forze armate belghe contano sul fatto che una parte di queste giovani reclute rimanga nella riserva (dove da anni sono giàpresenti dei volontari) dopo l’anno di addestramento oppure si candidi per uno dei migliaia di posti vacanti attualmente disponibili presso il ministero. Sui suoi canali social, il ministro della Difesa belga, Theo Francken, ha ribadito che si tratta di un “primo passo in un più ampio racconto socio-pedagogico”, nonché “un sogno che si avvera”. Ha anche sottolineato che “molti vorrebbero persino reintrodurre il servizio di leva”, ma che “dopo decenni di tagli alla Difesa, ciò non è logisticamente realizzabile”.
Germania
Il Belgio, però, non è un pioniere. Dal primo gennaio di quest’anno, in Germania si applicano le regole del “nuovo servizio militare” che non si può definire volontario, in quanto prevede degli obblighi. In particolare, tutti i cittadini tedeschi maschi nati a partire dal 1° gennaio 2008 sono tenuti a registrarsi e a fornire i propri dati alle forze armate tedesche – la Bundeswehr – al compimento del diciottesimo anno di età. Ciò include la compilazione di un questionario e una valutazione da parte del personale medico. Il motivo? C’è “bisogno di più soldati attivi e di riservisti”. Qualora si risulti idonei, viene garantito un addestramento militare con una retribuzione adeguata (circa 2.600 euro al mese) e, facoltativamente, l’accesso a una carriera professionale a lungo termine nelle forze armate.
Francia
Analogamente, in Francia il “Servizio Militare Volontario (SMV)” offre ai giovani dai 18 ai 25 anni, lontani dal mondo del lavoro, “l’opportunità di imparare un mestiere o di acquisire una prima esperienza professionale in uno dei suoi sette centri dedicati. Esistono due tipologie di volontari: il volontario tirocinante: tra i 18 e i 25 anni, di nazionalità francese, che può beneficiare di una formazione completa e retribuita in collegio della durata compresa tra gli 8 e i 12 mesi; il volontario esperto: sempre di nazionalità francese tra i 18 e i 25 anni, che firma un contratto di un anno rinnovabile per un massimo di quattro volte. L’occasione è rivolta specialmente ai ragazzi che hanno espresso la loro volontà durante la Giornata della difesa e della cittadinanza, diventata una vera e propria “Giornata della mobilitazione”. Peculiarità tutta francese, la “Journée défense et citoyenneté (JDC)” si tiene ogni anno allo scopo di sensibilizzare giovani e di valutare il loro livello di conoscenza della lingua francese con test specifici, obbligatori per iscriversi a esami di stato e concorsi.
Spagna
Anche nello Stato guidato dal socialista Sanchèz esiste un bando rivolto a tutti quei giovani “che desiderano entrare a far parte delle forze Armate, contribuire alla difesa della nazione e sviluppare una carriera professionale all’interno delle istituzioni militari”. È aperto a tutti i cittadini che soddisfano i requisiti stabiliti, come essere cittadini spagnoli, avere tra i 18 e i 28 anni, non avere precedenti penali, avere una condizione fisica adeguata ed essere disposti a trasferirsi in qualsiasi parte del territorio nazionale. Sui canali ufficiali governativi, è precisato che “non si sta ripristinando il servizio obbligatorio, ma si sta rafforzando la sua struttura di difesa senza richiamare i soldati di leva e attraverso riserve volontarie”.
Italia
Nel Bel Paese il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha proposto un disegno di legge di riforma dello strumento militare. Approvata dal Consiglio dei ministri ad agosto 2026, la riforma punta a incrementare progressivamente l’organico complessivo delle forze armate fino a 40.000 unità entro il 31 dicembre 2033. Essa prevede tre tipi di riserve: operativa, volontaria specialistica e territoriale. Quest’ultima è quella più simile ad alcuni dei sistemi presenti negli altri Stati membri UE. In breve, consisterebbe in un bacino di personale fortemente radicato a livello locale o regionale, che ha la funzione principale di fornire supporto logistico e operativo in occasione di calamità naturali, soccorsi ed emergenze nazionali. Per partecipare bisognerà avere tra 25 e 35 anni e almeno il diploma di scuola secondaria di primo grado. Il provvedimento di Crosetto, però, deve ancora completare l’iter di approvazione parlamentare.
Svezia e Norvegia
Qui il sistema è leggermente differente. Nel 2017, anche la Svezia ha reintrodotto il servizio militare obbligatorio, ma selettivo sia per gli uomini che per le donne. Lo Stato non obbliga tutti a prestare servizio: i giovani vengono chiamati a una selezione generale, dopodiché solo una minoranza – 8.000 giovani all’anno – viene selezionata per l’addestramento militare. In Norvegia, vale lo stesso con solo il 10 per cento dei coscritti a restare nelle forze armate. La maggior parte di loro è stata reclutata come soldato o specialista, mentre altri possono decidere di intraprendere un percorso di formazione per ufficiali o un apprendistato.
Chi ha la leva obbligatoria nell’Unione Europea
Sono dieci i Paesi Ue che hanno il servizio militare obbligatorio:
Austria: Obbligatorio per gli uomini;
Cipro: Obbligatorio per gli uomini;
Croazia: Reintrodotto di recente (2025/2026) con addestramento base obbligatorio per i soli uomini;
Danimarca: Servizio misto con coscrizione estesa anche alle donne;
Estonia: Obbligatorio per gli uomini;
Finlandia: Obbligatorio per gli uomini;
Grecia: Obbligatorio per gli uomini;
Lettonia: Reintrodotto nel 2023;
Lituania: Ripristinato nel 2015;
Svezia: Reintrodotto sia per uomini sia per donne dal 2017.

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