Bruxelles – Agevolare il commercio globale – in particolare quello elettronico -, riscuotere i dazi doganali in modo più efficiente e rafforzare i controlli sulle merci non conformi, pericolose o non sicure. Sono questi i punti chiave dell'”revisione del quadro doganale” approvata oggi (3 settembre) dal Consiglio dell’Unione europea. Il nuovo codice doganale chiarisce che le piattaforme di commercio elettronico al di fuori dell’Unione saranno considerate importatrici di merci se garantiranno che “tutte le formalità doganali e il pagamento dei dazi siano espletati” quando vendono nell’Unione. È previsto inoltre un nuovo sistema di sanzioni per gli operatori che non adempiono ai propri obblighi doganali, cioè il rispetto delle norme dell’UE e il pagamento dei dazi dovuti. Sui suoi canali ufficiali, il Consiglio ribadisce che i casi più gravi di non conformità possono comportare: multe fino al 6 per cento del valore annuo delle merci importate dall’azienda nell’anno precedente, la revoca di determinati privilegi doganali e persino restrizioni all’accesso alle piattaforme online.
Per contribuire a coprire i costi crescenti derivanti dal monitoraggio del numero sempre più elevato di piccoli pacchi che entrano nell’Unione attraverso il commercio elettronico, entro il 1° novembre 2026 sarà introdotta una tassa di gestione a livello UE sui piccoli pacchi. La Commissione stabilirà l’importo della tariffa prima che questa venga applicata dagli Stati membri dell’Ue. La tariffa di gestione è distinta dalla precedente decisione del Consiglio di eliminare l’esenzione storica dai dazi doganali per le importazioni di valore inferiore a 150 euro.
Tra le novità figura anche l’istituzione di una nuova agenzia doganale comunitaria decentralizzata, che avrà sede a Lille (Francia) e inizierà a operare nel 2027. Questa sarà incaricata di coordinare la governance dell’unione doganale. Più precisamente, analizzerà i dati sulle importazioni e sulle esportazioni costantemente aggiornati, che verranno successivamente inseriti contenuti “in un nuovo hub doganale dell’UE all’avanguardia”. Si tratta di una nuova piattaforma centrale che consentirà a importatori ed esportatori di interagire con le autorità doganali comunitarie. L’obiettivo è aiutare gli Stati membri a identificare i carichi più a rischio affinché siano sottoposti a un’ispezione prioritaria. Sempre l’autorità definirà le aree di controllo prioritarie e i criteri di rischio e gestirà le eventuali crisi dell’Unione in materia doganale.
Ora la palla balza al Parlamento europeo che dovrà approvare il testo definitivo nel corso del mese di settembre, prima della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. L’utilizzo del nuovo hub dati per la registrazione delle importazioni e delle esportazioni da e verso l’Unione diventerà obbligatorio per le imprese di e-commerce a partire dal 1° luglio 2028, mentre per tutti gli operatori commerciali dal 1° marzo 2034.

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