Bruxelles – “Con questa decisione, l’Ucraina potrà ora acquistare anche i sistemi Patriot necessari per proteggere meglio i propri cieli dagli attacchi indiscriminati della Russia”. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, spiega e sintetizza così la decisione dell’esecutivo comunitario di concedere al governo di Kiev altri 6,1 miliardi di euro. Si tratta di contributi finanziari nuovi, ulteriori, che si aggiungono ai tanti miliardi concessi fin qui e che fanno seguito alla deroga alle limitazioni in materia di difesa che gli Stati UE della NATO hanno concesso al partner dell’est.
Il nuovo pacchetto di aiuti non si limita solo alla tecnologia Patriot, spiega ancora von der Leyen: lo stanziamento di 6,1 miliardi di euro intende “aiutare l’Ucraina ad acquisire diversi sistemi di difesa nei settori della difesa aerea e missilistica, delle munizioni, dei droni e della guerra elettronica”. Allo stesso tempo serve a inviare un messaggio a Mosca, sempre lo stesso: “Insieme agli Stati membri e alla NATO, continueremo a sostenere l’Ucraina, rafforzando al contempo la difesa dell’Europa”. Il presidente russo, Vladimir Putin, è nuovamente avvisato.
Con il via libera di oggi (11 settembre) sale a 28,3 miliardi di euro il contributo erogato per l’Ucraina nel 2026 solo per la difesa, l’industria del settore e la risposta militare alla guerra della Russia. È il massimo previsto dall’accordo raggiunto in sede UE, che per l’anno in corso prevede aiuti complessivi pari a 45 miliardi tra sostegno economico al bilancio statale (16,7 miliardi) e aiuti militari e di difesa (28,3 miliardi).
La concessione del prestito da 6,1 miliardi di euro arriva nello stesso giorno in cui a Bruxelles la Commissione europea ha ospitato la prima riunione dell’Alleanza UE-Ucraina sui droni, volta a sostenere un solido settore dei droni e dei sistemi anti-drone in Europa e in Ucraina, per una nuova dimensione dell’alleanza anti-Russia. “Lo spazio aereo europeo è messo a dura prova da ripetute violazioni da parte di droni sopra aeroporti, installazioni militari e infrastrutture critiche”, denuncia il commissario per la Difesa, Andrius Kubilius. Dato il contesto, aggiunge, “la sfida che dobbiamo affrontare non riguarda solo la superiorità tecnologica, ma anche la velocità e la capacità industriale di agire congiuntamente”.
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