Bruxelles – Nessuna sorpresa, e nessun colpo di scena: come da attese l’Aula del Parlamento europeo approva a larga maggioranza (540 ‘sì’, 105 ‘no’ e 22 astensioni) il regolamento per accelerare le procedure di rilascio delle autorizzazioni per i progetti nel settore della difesa, come la costruzione di nuovi stabilimenti o l’ampliamento di strutture esistenti. Il testo licenziato dall’Aula stabilisce un termine predefinito a livello dell’UE di 42 giorni lavorativi per le decisioni sulle autorizzazioni, a decorrere dalla conferma della completezza della domanda.
Il termine sarà comunque flessibile. Gli Stati si vedono riconosciuta la facoltà di prorogare fino a 60 giorni i tempi per pronunciarsi sulle autorizzazioni, per un massimo due volte. Vuol dire che in caso di progetti complessi o di rischi per ambiente, salute o sicurezza dei lavoratori, la durata complessiva della procedura di rilascio delle autorizzazioni non potrà superare i 102 giorni lavorativi. Le autorità nazionali saranno tenute a informare i promotori del progetto entro otto giorni lavorativi dalla scadenza del termine e specificare le condizioni cui saranno soggette le autorizzazioni.
In caso di comunicazioni mancanti viene confermato il principio del ‘silenzio-assenso’: nel caso in cui le autorità nazionali non dovessero dare seguito alla domanda di permesso entro il termine applicabile, il testo del regolamento stabilisce di applicare l’approvazione tacita. La richiesta non espressamente respinta allo scadere dei 42 giorni si intenderà in sostanza approvata.
Si tratta dell’approvazione del regolamento in via definitiva. Alla luce del voto di oggi (16 settembre) l’iter di approvazione si conclude. Le nuove norme entreranno in vigore il ventesimo giorno successivo alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
“Accelerando le procedure di autorizzazione, possiamo rendere più semplice e prevedibile per l’industria della difesa espandere la produzione e fornire ciò di cui l’Europa ha bisogno”, sottolinea un soddisfatto Henrick Dahl (PPE), membro della commissione Mercato interno del Parlamento europeo e co-relatore del provvedimento. L’Unione europea, aggiunge, “non può permettersi di impiegare anni a districarsi tra procedure amministrative mentre la nostra sicurezza si deteriora”.
Gli fa eco Lucia Yar (RE), co-relatrice della commissione Sicurezza e Difesa: “La rapidità nell’iter autorizzativo diventa ormai un vantaggio competitivo: un governo che sfrutta efficacemente la procedura accelerata attirerà investimenti, mentre uno che si affida esclusivamente alla lenta struttura nazionale vedrà tali investimenti dirigersi altrove”. Da qui l’invito ai governi a fare tesoro del voto d’Aula: “Le regole sono ormai definite, i risultati dipenderanno dalla velocità con cui le 27 capitali le metteranno in pratica”.
Si può agire in deroga alle norme ambientali
In un voto separato l’Aula ha approvato inoltre le regole che permettono agli Stati membri dell’UE, determinate “deroghe alle norme dell’UE in materia ambientale” e di sostanze chimiche nell’interesse della difesa. L’applicazione di queste deroghe sarà previsto laddove “debitamente giustificate”. Si tratta delle nuove misure che mirano a semplificare la gestione e l’attuazione del Fondo europeo per la difesa (FED), e che l’Aula anche in questo caso ha sostenuto a larga maggioranza (530 voti favorevoli, 125 contrari e 12 astensioni).









