Bruxelles – La parola d’ordine è semplificazione, per fare in modo che le norme UE pesino di meno sugli Stati membri, tra cui l’Italia. Questo è il messaggio che la ministra per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati, porta a Bruxelles oggi (21 settembre) per lanciare l’Alleanza per la riduzione dell’onere burocratico. “Il tavolo di oggi” riconosce l'”importanza nell’agenda politica della riduzione degli onori burocratici” anche da parte della “Commissione europea”, ha commentato a margine Casellati. L’Alleanza è una nuova rete informale volta a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri in materia di semplificazione e miglioramento della regolamentazione.
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svezia, insieme al commissario europeo per l’Economia, Valdis Dombrovskis. Durante l’incontro è stata firmata una dichiarazione congiunta che definisce principi comuni per la futura cooperazione.
A margine dell’evento, che si è tenuto nella sede della Rappresentanza dell’Austria presso l’Unione europea, la ministra ha spiegato che “parlare di riforme e semplificazione normativa” significa “eliminare tutte le sovrapposizioni normative, togliere o ridurre i tempi di decisione”, nonchè eliminare “per i piccoli e medi imprenditori tutti quei vincoli autorizzativi” che possono favorire “lo sviluppo dell’Italia ‘a costo zero'”.
Secondo la ministra, oggi “il livello europeo pesa ancora” a causa delle numerose da rispettare. Se si interviene quando le norme “sono già tutte finite” e non “a monte”, si rischia di “non incidere sul peso della burocrazia”, ha sottolineato. L’obiettivo dunque è evitare “disposizioni troppo dettagliate”, quando invece “bisognerebbe limitarsi soltanto a dei principi che poi si possono declinare meglio a seconda di quelle che sono le esigenze” dei “27 Paesi che hanno diverse situazioni di carattere politico economico e sociale”. Dunque l’iniziativa punta “a fare un confronto di buone pratiche” per “decidere insieme quella che sarà la normativa di domani”, ha illustrato.
Assieme all’Austria, l’Italia starebbe inoltre lavorando a un documento informale che domani (22 settembre) dovrebbe approdare al Consiglio Affari generali UE. Si tratta di un non-paper, ossia un documento informale che chiede a Bruxelles di non proporre alcuna nuova norma per un anno. A tal riguardo, Casellati ha ribadito che “lo stop che viene da 12 Paesi è una cosa giusta” in quanto permette all’Italia di concentrarsi “sulle nostre esigenze che sono molte” in “un contesto internazionale complicato piuttosto che andare a recepire, in questo momento, delle direttive” che magari hanno “bisogno di un confronto più severo”, ha concluso.


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