Bruxelles – Mettere insieme Stato, banche pubbliche e istituzioni europee per trovare i soldi e gli strumenti necessari a costruire più case sociali e accessibili. È questa l’idea alla base del nuovo National Hub francese per l’edilizia sociale, intermedia e sostenibile, lanciato oggi (23 settembre) a Parigi con la firma di una dichiarazione d’intenti tra il governo francese, la Caisse des Dépôts, l’Union sociale pour l’habitat, la Banca europea per gli investimenti (BEI) e la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB).
Il piano europeo sulla casa presentato nel dicembre scorso per Bruxelles sta iniziando a dare i suoi frutti. Il primo arriva dall’iniziativa francese, sostenuta dalla Commissione europea e inserita nel quadro del Piano europeo per la casa a prezzi accessibili. Il piano, promosso dal commissario per l’Energia e l’Edilizia abitativa Dan Jørgensen, nasce dalla necessità di affrontare una crisi fatta di prezzi e affitti in aumento, rallentamento delle nuove costruzioni e difficoltà sempre maggiori per molte famiglie ad accedere a un’abitazione.
Il modello francese punta soprattutto a trasformare le risorse europee in “progetti concreti”. Il nuovo Hub dovrà rendere più visibili e accessibili ai promotori gli strumenti finanziari europei disponibili, dai prestiti alle garanzie fino ai finanziamenti per l’assistenza tecnica. L’obiettivo prioritario sarà “sostenere l’edilizia sociale e le strutture di accoglienza, ma anche aumentare l’offerta di abitazioni a prezzi accessibili”, si legge nel comunicato stampa.
Non solo finanziamenti. La piattaforma servirà anche a fornire assistenza tecnica a chi sviluppa i progetti, condividere competenze e individuare gli ostacoli che rallentano la costruzione e la ristrutturazione degli alloggi. Le cinque istituzioni coinvolte lavoreranno inoltre a una fotografia dei bisogni di investimento nel settore dell’edilizia sociale e intermedia.
L’operazione francese non parte da zero. Il nuovo Hub raccoglie l’eredità dell’alleanza europea per l’edilizia sociale sostenibile e inclusiva lanciata in Francia nel 2020 da Caisse des Dépôts, Union sociale pour l’habitat, BEI e CEB. Quella collaborazione ha già permesso di mobilitare risorse europee attraverso la Banque des Territoires per finanziare abitazioni sociali e strutture specializzate.
La novità, ora, è il salto di scala e il coinvolgimento diretto dello Stato francese. L’idea è creare un punto di raccordo stabile tra risorse nazionali ed europee, facendo arrivare più facilmente i finanziamenti là dove servono: nei progetti abitativi concreti. È uno degli obiettivi indicati dalla Commissione nel Piano di dicembre, che individua nell’aumento dell’offerta di abitazioni accessibili uno dei pilastri della risposta alla crisi, insieme alla mobilitazione di investimenti pubblici e privati, alla riduzione dei costi di costruzione e alla semplificazione delle procedure.
Il piano europeo aveva anche aperto il dossier degli affitti brevi, cercando un equilibrio tra turismo e disponibilità di abitazioni nelle aree più sotto pressione. Il caso francese mostra però l’altra faccia della strategia europea: non solo regolare ciò che già esiste, ma creare le condizioni finanziarie per costruire e ristrutturare ciò che manca.









