Bruxelles – La questione del Sahara è entrata in una nuova fase dopo l’adozione, nell’ottobre 2025, della risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Lo ha affermato il ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita intervenendo, a nome del Marocco, al dibattito generale dell’81esima sessione dell’Assemblea generale dell’ONU a New York.
Secondo Bourita, il dossier ha conosciuto una “svolta storica” grazie alla dinamica promossa da re Mohammed VI ed è ormai avviato verso una rottura con il passato e la ricerca di una soluzione definitiva.
Il ministro ha indicato sei principi che, secondo la posizione espressa dal Marocco, devono guidare questa nuova fase: una soluzione nel quadro dell’autonomia sotto sovranità marocchina; il negoziato politico sotto l’egida delle Nazioni Unite sulla base dell’iniziativa di autonomia; il coinvolgimento e le responsabilità delle quattro parti richiamate da Rabat sulla base della risoluzione 2797; il superamento dello status quo; il rispetto del cessate il fuoco e delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza; e la necessità di affrontare la situazione delle popolazioni nei campi di Tindouf.
“Il treno della soluzione politica è già in marcia”, ha affermato Bourita, ribadendo l’impegno del Regno per una soluzione definitiva della controversia.
Parallelamente, ha aggiunto, il Marocco prosegue gli investimenti per lo sviluppo economico e sociale delle regioni meridionali, con interventi nelle infrastrutture, nell’università, nella sanità e negli aeroporti. Bourita ha inoltre sottolineato la partecipazione degli abitanti del Sahara alle elezioni legislative marocchine, indicandola come espressione della loro rappresentanza politica e del coinvolgimento nella gestione degli affari locali.