Bruxelles – L’Unione europea è indiscutibilmente al fianco di Kiev, ma l’erogazione dei fondi è strettamente legata alla attuazione delle riforme stabilite, in particolare quelle su Stato di diritto e contrasto della corruzione. Il promemoria – che suona da imperativo – arriva dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: “Man mano che le riforme procederanno alla Rada – il Parlamento ucraino -, avanzerà anche il sostegno al bilancio“, ha ricordato sui suoi canali social. L’Unione ha “ancora 37 miliardi di euro disponibili per quest’anno”, ha avvertito.
Von der Leyen ieri (22 settembre) ha avuto un incontro bilaterale con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’incontro sarebbe stato “teso“: da un lato l’inquilina di Palazzo Berlaymont avrebbe ribadito il suo desiderio di vedere continue riforme nel Paese aggredito da Mosca, dall’altro gli ucraini si sarebbero indignati per la rimozione delle sanzioni contro due oligarchi russi, decisa dai Paesi UE ieri. Ma von der Leyen non sta prendendo le distanze da Kiev. Piuttosto ricorda che, come l’UE sta facendo la sua parte, anche gli altri – Kiev compresa sul fronte delle riforme – devono agire. “L’Europa sta lavorando più duramente che mai per rafforzare la difesa dell’Ucraina”, ha sottolineato. “Il mio messaggio a ogni leader è chiaro: dobbiamo tutti intensificare il supporto per la difesa dell’Ucraina”.
Nel briefing con la stampa di oggi (23 settembre), il portavoce della Commissione europea, Guillame Mercier, ha spiegato che “per quanto riguarda l’agenda delle riforme dell’Ucraina”, l’esecutivo si sta concentrando sul “piano per l’Ucraina” – un testo presentato a marzo 2024 dal governo ucraino che include riforme strutturali e investimenti nei settori con il maggiore potenziale di crescita e illustra i miglioramenti previsti nella pubblica amministrazione, ponendo l’accento sul buon governo, sul rispetto dello Stato di diritto e sulla lotta alla corruzione e alle frodi. Ma Kiev deve tenere il passo di attuazione delle riformed e, per esortare il Paese a rispettare il calendario, la scorsa settimana il commissario europeo per l’Economia, Valdis Dombrovskis, e la commissaria europea all’Allargamento, Marta Kos, hanno inviato delle lettere al presidente del Parlamento ucraino, la Rada, e anche al primo ministro. Le riforme, ha ricordato il portavoce, “riguardano diversi settori” come ad esempio de “requisiti generali sullo Stato di diritto e la lotta alla corruzione”. Qualora “venissero attuate e adottate nel 2026”, si “potrebbero sbloccare 20 miliardi di euro in sostegno al bilancio”, ha osservato.
Per quest’anno restano a disposizione 37 miliardi di euro da erogare nell’ambito dei vari strumenti di sostegno europei. La quota destinata al sostegno di bilancio di Kiev, che è distinta da quella relativa al sostegno militare, è di circa 20 miliardi di euro ed è interamente legata all’adozione delle misure previste. Il piano per l’Ucraina è il cronoprogramma di riforme che permette a Kiev di accedere ai fondi dello strumento per l’Ucraina: 50 miliardi di euro in prestiti e sovvenzioni per contribuire alla ripresa, alla ricostruzione e alla modernizzazione del Paese.











