Bruxelles – La Commissione europea, così come le autorità nazionali garanti della concorrenza, “monitorano costantemente i mercati, compreso quello del petrolio e della vendita di benzina e di gasolio, per verificare se vi siano potenziali comportamenti anticoncorrenziali che dovrebbero essere perseguiti dai nostri servizi”. Lo ha dichiarato il portavoce dell’esecutivo UE per la Concorrenza, Ricardo Cardoso, rispondendo, nel briefing di ieri (29 settembre) con la stampa, a una domanda sulla riduzione unilaterale dei prezzi al dettaglio dei carburanti annunciato in Italia dall’Eni, a cui si sono adeguati altre compagnie petrolifere. Il portavoce ha precisato che Palazzo Berlaymont è al corrente della decisione e che non ha commenti specifici da fare al riguardo.
Dopo Eni e Ip, anche Q8 ha annunciato prezzi calmierati per 30 giorni, a partire da domani, primo ottobre. Il gruppo che gestisce la compagnia ha assicurato che “il tetto massimo dei prezzi si applicherà con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell’azienda”. Inoltre, la volontà di Q8 è quella di supportare i gestori “opportunamente per garantire la sostenibilità economica dell’intera filiera”. Non si tratta di un passaggio di circostanza, visto che proprio in questi giorni, dopo l’annuncio del Cane a sei zampe, è scattato l’allarme di chi guida le stazioni di servizio, segnalando il rischio che quelle indipendenti debbano tirar giù la serranda in breve tempo non riuscendo a sostenere i costi di un’operazione del genere.
La scelta di Q8 riceve il plauso di Giorgia Meloni: “Ringrazio il Kuwait e il gruppo che controlla gli impianti in Italia per aver accolto l’appello del governo italiano rivolto alle società energetiche al fine di calmierare il prezzo dei Carburanti – ha dichiarato la premier -. Dopo la scelta di Eni e Socar, oggi da Q8 arriva un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane”. Anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si è unito a questa posizione, sottolineando la creazione di “un effetto domino che aiuta l’economia di famiglie e imprese”. Il ministro dell’Ambiente e sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, poi, si è augurato che “questa azione porti a un ribassamento”, d’altronde “questi grandi marchi sono produttori”. Positivo pure il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che dà dell’operazione un giudizio “largamente positivo” che ha aperto la strada “a quello che poi hanno fatto altre compagnie che oggi sono di proprietà di altri Paesi, sono compagnie peraltro statali”.
In questo quadro, però, gli autotrasportatori hanno fatto scattare un allarme. “Le imprese di trasporto merci, che garantiscono ogni giorno il funzionamento del sistema produttivo italiano, si riforniscono in extra rete”, ma “le compagnie petrolifere non applicano il prezzo scontato anche a questi rifornimenti, per c’è il rischio di essere nuovamente penalizzati dal caro carburante”, ha avvertito il presidente di Fai-Conftrasporto, Paolo Uggè. “Anche perché, per effetto di questi tetti al prezzo alla pompa, i committenti adesso chiedono riduzioni di tariffe agli autotrasportatori. Una vera beffa”, ha aggiunto. Sulla stessa lunghezza d’onda è la protesta di Trasportounito. Anche tra i consumatori, nonostante abbiano accolto positivamente le iniziative del price cap, c’è chi, come Assoutenti chiede di conoscere di quanto scenderanno i listini. Codacons e Unc, inoltre, mettono in luce come i primi effetti siano quelli di vedere scendere il prezzo dei carburanti in autostrada, scendendo poco sotto i 2,4 euro al litro per il gasolio e sotto i 2,2 euro per la benzina.
Nel frattempo, dunque, l’Europa non commenta, ma monitora. Oltre a quello dei carburanti, restano sotto stretta osservazione anche i prezzi dell’energia, che potrebbero diventare una nuova (pesante) bolla a stretto giro di posta. Anche in questo caso Eni fa da apripista in Europa, annunciando che dopo il tetto a diesel e verde “il gruppo offrirà, a partire dal 1 ottobre e per quei clienti che sottoscriveranno l’offerta entro il 24 ottobre tramite Plenitude, il 30 per cento di sconto sui corrispettivi luce e gas rispetto alla principale offerta a prezzo fisso con prezzo bloccato per due anni, mantenendo altresì invariati i prezzi della materia prima e facendosi così carico dei recenti aumenti dei costi di approvvigionamento”. Uno sconto, calcola l’azienda guidata da Claudio Descalzi, che “vale circa 100 euro all’anno sul contratto gas e altrettanto per quello luce, per un totale di circa 200 euro per quei clienti che scegliessero entrambe le forniture”.
E chissà che, anche in questo caso, Eni faccia da apripista e che altri seguano il suo esempio: “Lo auspichiamo, come l’abbiamo auspicato quando l’Eni ha fatto la prima iniziativa”, spera Urso. Della stessa idea la premier che spera “che gli attori che sceglieranno di dare una mano rispondendo a un appello, ovviamente, a tutti a fare del loro meglio compatibilmente con quello che si può fare in un momento di difficoltà, e quindi sono soddisfatta e penso che però sia particolarmente importante e ringrazio tutti quelli che stanno cercando di fare uno sforzo”. Per il momento, Enel ha comunicato che la sua offerta a prezzo fisso ‘Digital luce’ di Enel, della durata di due anni, con i suoi 108 euro/MWh per la componente energia è più bassa di circa il 50 per cento rispetto al prezzo di mercato all’ingrosso, anche considerando le offerte lanciate oggi dai concorrenti. L’offerta è presente sul sito di Enel da aprile 2026. Rispetto al prezzo all’ingrosso per la famiglia media italiana (che consuma 2 MWh l’anno) garantisce uno sconto di oltre 200 euro l’anno solo per la componente di energia elettrica. L’energia venduta è certificata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) come proveniente da fonti rinnovabili.













