Bruxelles – Dopo la visita istituzionale a Tirana, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, prosegue il suo tour nei Balcani occidentali facendo tappa a Pristina, la capitale kosovara, dove ha incontrato il primo ministro Albin Kurti. “L’ho già detto e lo ripeto: credo in un futuro europeo per il Kosovo, in modo molto chiaro“, ha dichiarato von der Leyen in conferenza stampa al fianco del premier, in carica dal 2021.
Era stato proprio Kurti, nel dicembre 2022, a presentare la domanda ufficiale di adesione del Kosovo all’Unione europea. “A metà dicembre saranno quattro anni da quando ho presentato a Praga la domanda”, ha ricordato oggi il primo ministro. La richiesta venne consegnata alla presidenza ceca del Consiglio dell’UE, allora guidata dalla Repubblica Ceca.
Da allora, “sono stati fatti tanti progressi”, ha assicurato von der Leyen. E Kurti ha confermato: “Sono evidenti”. Il primo ministro ha elencato alcuni dei risultati raggiunti dal Paese, sostenendo che “il Kosovo è uno dei Paesi in più rapida crescita” e che il suo debito pubblico è “il più basso d’Europa”. Ha inoltre ricordato che la Banca mondiale ha rimosso ufficialmente il Kosovo dalla lista degli “Stati fragili e colpiti da conflitti” nel luglio 2025.
Ma sul percorso verso l’UE, per Pristina il prossimo obiettivo resta ancora da conquistare: ottenere lo status di Paese candidato. La domanda di adesione del 2022 non ha ancora portato all’apertura della procedura che precede l’eventuale concessione dello status. La Commissione europea ha più volte fatto sapere di essere pronta a preparare il proprio parere sulla candidatura kosovara, ma per farlo deve prima ricevere una richiesta formale dal Consiglio dell’UE.
È in questo quadro che si inserisce il messaggio di von der Leyen sulle riforme ancora necessarie. “Il Kosovo può ricevere fino a 882 milioni di euro nell’ambito del Piano di crescita“, ha ricordato la presidente. Pristina ha già ricevuto 61,8 milioni di euro di prefinanziamento. Per accedere alla parte restante dei fondi, però, “serve un’accelerazione decisiva delle riforme” perché tutte devono essere attuate rapidamente e occorre il pieno funzionamento delle istituzioni.
Per Pristina, dunque, il percorso verso lo status di candidato passa anche dall’accelerazione delle riforme interne e dal dialogo con Belgrado. Nel breve periodo, il primo passaggio istituzionale sarebbe proprio quello che Kurti ha chiesto oggi a von der Leyen: ottenere dal Consiglio la richiesta alla Commissione di preparare il parere sulla domanda di adesione. Sarà poi sulla base di quel processo che gli Stati membri potranno discutere i successivi passi verso lo status di candidato.
“So quanto profondamente europea si senta la popolazione del Kosovo, ed è una base solida su cui dobbiamo costruire. Il nostro compito è trasformare questa aspirazione in progressi concreti verso l’adesione all’UE“, ha incalzato von der Leyen durante la conferenza stampa. La presidente ha indicato anche alcuni obiettivi più immediati, tra cui i progressi sul roaming e l’adesione all’area SEPA.
“Il Kosovo ha fatto la sua parte e siamo pronti per il prossimo passo verso l’adesione all’UE”, ha aggiunto Kurti, ribadendo l’auspicio di un sostegno da parte di Bruxelles. “Contiamo sul suo sostegno per sostenere apertamente le esigenze del Kosovo e per concedergli lo status di Paese candidato”, ha concluso, rivolgendosi a von der Leyen.
Da Pristina, il tour della presidente della Commissione prosegue oggi stesso verso Podgorica, in Montenegro, dove von der Leyen incontrerà il presidente Jakov Milatović e il primo ministro Milojko Spajić.












