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    Home » Politica Estera » Bene Ucraina e Moldavia, preoccupa la Serbia: la valutazione dell’Eurocamera sui progressi dei tre verso l’UE

    Bene Ucraina e Moldavia, preoccupa la Serbia: la valutazione dell’Eurocamera sui progressi dei tre verso l’UE

    Da Strasburgo, la plenaria ha auspicato l'apertura dei capitoli negoziali con Kiev e Chișinău, rimandando invece Belgrado a quando il Paese marcherà progressi su democrazia e Stato di diritto

    Iolanda Cuomo di Iolanda Cuomo
    8 Luglio 2026
    in Politica Estera
    L'eurodeputato (Ppe), Michael Gahler, presenta la relazione sull'Ucraina alla sessione plenaria di Strasburgo. Crediti: Parlamento europeo

    L'eurodeputato (Ppe), Michael Gahler, presenta la relazione sull'Ucraina alla sessione plenaria di Strasburgo. Crediti: Parlamento europeo

    Bruxelles – Ucraina, Moldova e Serbia sono tre dossier che mostrano avanzamenti o ritardi nel loro percorso di adesione all’Unione europea. La plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, oggi (8 Luglio), ha discusso e votato le relazioni annuali sui progressi dei tre Paesi nel percorso verso l’UE. La linea di fondo resta quella di un processo basato sul merito per cui i tre candidati devono rispettare le riforme e i valori democratici.

    Valutazione positiva quella per l’Ucraina. Viene sottolineato che è necessario “lavorare per rafforzare la sicurezza futura dell’Ucraina e del continente europeo” e tener conto delle interferenze della Russia. Pertanto, con 460 voti favorevoli, 136 contrari e 59 astensioni, i deputati europei hanno accolto con favore l’apertura, avvenuta a giugno, del primo gruppo tematico (cluster) dei negoziati di adesione ed espresso l’auspicio che gli altri capitoli negoziali vengano aperti a breve. L’Eurocamera ha inoltre lodato gli sforzi di Kiev nel “rafforzare le proprie istituzioni democratiche e salvaguardare la separazione dei poteri durante la guerra”, in particolare i progressi compiuti nella riforma del sistema giudiziario e nella lotta alla corruzione. “Il proseguimento delle riforme del sistema giudiziario e il lavoro senza ostacoli delle istituzioni anticorruzione restano essenziali per avanzare nel percorso di adesione e rispondere alle aspettative dei cittadini”, ha spiegato l’eurodeputato del Partito popolare europeo (PPE), nonché relatore della relazione, Michael Gahler. I deputati hanno anche respinto le passate pressioni dell’Amministrazione statunitense affinché l’Ucraina organizzi elezioni durante con la guerra in corso con Mosca. 

    Anche la Moldavia è stata elogiata per i progressi delle riforme legate all’adesione all’Unione europea, inclusi giustizia e anticorruzione, “nonostante le continue interferenze straniere guidate dalla Russia”. Con 505 voti favorevoli, 115 contrari e 45 astensioni. Il Parlamento ha accolto con favore l’apertura dei negoziati di adesione sui “cluster fondamentali”, esortando gli Stati membri in seno al Consiglio ad aprire senza ulteriori indugi gli altri. Gli eurodeputati sono anche tornati a chiedere che la Russia ritiri tutto il personale militare, le attrezzature e le munizioni dalla Transnistria.

    Di tutt’altro tenore il parere dell’Aula rispetto ai risultati riportati dalla Serbia. Nonostante il governo serbo continui ad affermare che l’adesione all’UE è il suo obiettivo strategico, per il Parlamento europeo le sue azioni dimostrano il contrario. Nella relazione su Belgrado, adottata con 468 voti a favore, 116 contrari e 79 astensioni, gli eurodeputati hanno sottolineato che esiste “un divario persistente tra l’allineamento legislativo della Serbia alle norme UE e l’effettiva attuazione delle riforme”. Per il Parlamento, i negoziati dovranno procedere solo quando si saranno registrati “progressi misurabili e sostenibili in settori quali lo Stato di diritto, elezioni libere ed eque, la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, l’indipendenza della magistratura, la libertà di stampa, la riforma della pubblica amministrazione e il miglioramento del funzionamento delle istituzioni democratiche”. L‘Eurocamera ha quindi espresso preoccupazione per l’approccio “conciliante” della Commissione nei confronti della Serbia. Ha poi chiesto che qualsiasi rallentamento nel ritmo e nell’intensità delle riforme in Serbia, venga preso in considerazione nel sostegno finanziario che l’UE fornisce nell’ambito dei suoi strumenti di finanziamento pre-adesione. Nel capitolo serbo, inoltre, un nodo centrare è ricoperto dal Kosovo. Qui, per l’Aula, la normalizzazione delle relazioni di Belgrado con Pristina è una condizione per il sostegno previsto dal piano di riforme e crescita. Gli eurodeputati hanno inoltre condannato “gli stretti legami della Serbia con la Russia e l’intensificarsi della cooperazione in materia di sicurezza e difesa con la Cina” sottolineando che il “pieno allineamento alla politica estera e di sicurezza comune dell’UE rimane un requisito non negoziabile per l’adesione”. Ciò include anche l’allineamento alle misure restrittive dell’UE nei confronti della Russia.

    Tags: adesione Serbiaallargamentoelezioni russiaelezioni Ucrainaguerra ucrainaMoldaviaparlamento europeoplenaria a strasburgo

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