Bruxelles – Moldavia nell’UE, con tanto di riunificazione con la Transnistria. A Bruxelles e Chișinău si ragiona sul futuro, con convinzione e probabilmente con leggerezza. Perché c’è un territorio rivendicato dalla Russia, elemento per nulla preso in considerazione al termine della 10ma riunione del Consiglio di associazione UE-Moldavia. La conferenza stampa diventa uno show di buone intenzioni: la Commissione UE si complimenta con il partner dell’est per i progressi compiuti nel percorso che porta all’adesione, il primo ministro moldavo, Vasile Tofan, offre addirittura il suo calendario di adesione: “Lavoriamo per aprire gli altri capitoli negoziali entro la fine dell’anno, per chiuderli tutti entro il 2028. È un percorso ambizioso, lo sappiamo, ma non abbiamo paura”.
In questo contesto si inserisce Kaja Kallas. L’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE afferma che “la Transnistria non sarà un ostacolo per il percorso di adesione della Moldavia“. Per dovere di cronaca, Kallas all’inizio si impappina e afferma che lo sarà, per poi correggersi e inserire la negazione mancante e ribadirla. Anche se riconosce che in prospettiva c’è una questione, poiché “la Transnistria rimane fragile, con un modello economico insostenibile” e dunque occorrerà pagare la riconversione economica.
È qui il nodo centrale. Si paragona la Moldavia alla Germania. L’attuale federazione tedesca è il frutto della riunificazione delle due Germanie, quella occidentale euro-atlantica e quella orientale filo-sovietica. La riconversione della Germania est, a distanza di quasi quarant’anni dalla riunificazione, ha prodotto anche frustrazioni sfociate con la bocciatura dei partiti tradizionali per quelli estremisti, dimostrando che riunificare un Paese non è cosa di poco conto, ma è al contrario lungo e costoso, in termini economici, politici e sociali.
Nel caso della Moldavia non si intravede però uno scenario di riunificazione con la Transnisitra, repubblica indipendente ‘de facto’ ma controllata dalla Russia. Una zona oggi divenuta ‘calda’ perché lì Mosca ha un avamposto tra Ucraina e Moldova. Ma a Bruxelles e Chișinău si ragiona come se il territorio fosse già moldavo, solo da riconvertire.
![L'Alta rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell'UE, Kaja Kallas, con il primo ministro della Moldova, Vasile Tofan [foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/10/ue-moldova-750x375.png)








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