Bruxelles – “Il primo passo è dare voce ai cittadini. Il mio messaggio di oggi è che se Alberto (Núñez Feijóo, ndr) sarà forte, se il Partido Popular sarà ancora più forte, allora non ci sarà bisogno di alcuna influenza da parte di forze più radicali, né queste saranno decisive”. A dichiararlo è l’eurodeputato e presidente del gruppo del Partito popolare europeo (PPE), Manfred Weber, durante un briefing con la stampa, oggi (6 ottobre) a Strasburgo, a margine della sessione plenaria del Parlamento europeo.
Ieri (5 ottobre) il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha annunciato che la Spagna andrà al voto il 29 novembre per elezioni anticipate. E oggi Weber non ha perso l’occasione di entrare nel tema: “Il futuro della Spagna è ora nelle mani del popolo spagnolo, che ha voce in capitolo. E in questo momento, credo fermamente che Alberto Núñez sia l’uomo giusto per assumere la leadership“, ha ribadito.
Alberto Núñez Feijóo è l’attuale presidente del conservatore Partido Popular (PP), nonché leader dell’opposizione a Sánchez in Spagna. Il suo schieramento in Europa fa parte della famiglia del PPE, ed è per questo che Weber spera nella caduta di una delle ultime roccaforti socialiste in Europa. Se Núñez dovesse ottenere “un mandato forte, potrà davvero governare la Spagna secondo una prospettiva di centro-destra e in modo serio”, ha aggiunto. In passato, il PP ha stipulato accordi di governo locali e regionali con il partito di estrema destra Vox, una possibilità che Weber non ha escluso a priori nel suo briefing.
Tra le fila dei Conservatori e riformisti (ECR), il co-presidente dei Conservatori e riformisti (ECR), Nicola Procaccini, ha sottolineato che “il risultato influenzerà tutta l’Europa e anche gli equilibri che sono presenti all’interno del Consiglio europeo, soprattutto su dibattiti importanti che riguardano la migrazione, la competitività o il ruolo di uno Stato nell’economia”. In merito agli equilibri interni all’Eurocamera e ai possibili cambiamenti all’interno del gruppo dei Socialisti alla luce delle elezioni, Procaccini ha osservato che “il modello di una maggioranza mista tra destra e sinistra è già in crisi“, evidenziando che “nel momento in cui i Socialisti dovessero decidere di creare una sorta di Vietnam parlamentare per cercare di recuperare consensi a sinistra, a quel punto starà al Partito popolare europeo decidere”.
Sono state speranzose, invece, le parole della presidente dei Socialisti (S&D), Iratxe García Pérez, che ha affermato che “il Partito socialista si presenta a queste elezioni per vincere” e “per governare il Paese” con “lo stesso coraggio e la stessa convinzione che abbiamo dimostrato negli ultimi tre anni”. Il governo spagnolo “ha posto al centro del dibattito la difesa di un’Europa sociale, il multilateralismo, la solidarietà e un bilancio solido” e si presenta a queste elezioni con “tutta la socialdemocrazia europea dalla sua parte”. Infine, sugli equilibri interni al Parlamento europeo, la co-presidente dei Verdi, Terry Reintke, ha chiarito che il suo gruppo “è impegnato a collaborare con le forze europeiste, a condizione che vi sia un chiaro cordone sanitario contro l’estrema destra”. E ha rassicurato che la decisione del governo spagnolo “rientra nel processo democratico e non destabilizzerà in modo sostanziale l’Unione europea”. Dunque, “le elezioni non ci spaventano”, ha concluso.



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