Bruxelles – Tassa sugli extra-profitti delle compagnie energetiche quale misura per rispondere all’aumento dei prezzi di carburanti ed energia, l’UE prova a introdurla e avvia il dibattito a livello di Stati membri. Non è ancora chiaro se e quando si riuscirà nell’intento, ma si apre ufficialmente il confronto. E’ il commissario per il Clima, Wopke Hoekstra, a mettere sul tavolo del consiglio Ecofin di Lussemburgo la proposta. “Terremo un dibattito orientativo“, ammette al suo arrivo per partecipare ai lavori. Glissa sulle tempistiche: è prematuro parlare di proposte, e non dice quando la Commissione europea intendere presentare proposte concrete in tal senso. “E’ l’inizio del dibattito”.
Di per sé il fatto che i ministri dell’Economia e delle finanze dei 27 tengano un confronto sul tema è un fattore rilevante, che dimostra la difficoltà del momento e la volontà di trovare risposte. Del resto il caro-energia prodotto dalla guerra in Iran e la chiusura delle stretto di Hormuz è un problema reale, che induce un po’ tutti a ragionare a soluzioni per l’immediato. Un clima che fa ben sperare l’Italia, che chiede nuova flessibilità di bilancio per far fronte al rincaro dei listini energetici,
“Siamo fiduciosi che le buone ragioni tecniche potranno, con gli opportuni approfondimenti e le adeguate forme, trovare la corretta interpretazione delle regole anche all’interno della clausola energia già approvata con decisioni coerenti con la sostenibilità della finanza pubblica”, l’auspicio del ministri dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Il governo ha chiesto nuove possibili misure di spesa, attraverso “una corretta interpretazione dei fattori rilevanti” che possono permetterlo, spiega il titolare del Tesoro, per un dibattito poco apprezzato da una parte dei partner e che si inserisce nel non semplice tentativo di calmierare i prezzi tenendo la barra a dritta.
“Dobbiamo proteggere i cittadini dai prezzi elevati dell’energia senza inviare segnali di bilancio errati”, ha spigato il presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, al termine della riunione dei ministri economici dei Paesi UE con l’euro.Si tratta di “sostenere l’attività economica senza compromettere la stabilità“, che significa trovare un sistema che permetta di “finanziare le esigenze del futuro salvaguardando al contempo la nostra credibilità”.
Si riconosce in sostanza il problema sollevato dall’Italia, con la disponibilità ad affrontarlo. Il tutto, però, senza sospendere o modificare le regole. “Non possiamo introdurre continuamente nuove forme di flessibilità di bilancio“, taglia corto il commissario per l’Economia, Valdis Dombrovskis. Il dibattito sulla tassazione degli extra-profitti delle compagnie energetiche si colloca all’interno di questo più ampio ragionamento sull’esigenza di correre ai ripari per salvare imprese e famiglie senza mettere ulteriormente a rischio la stabilità finanziaria di Stati e Unione tutta.
Tassare gli extra-profitti potrebbe permettere di trovare risorse per finanziare misure di risposta al caro-energia senza intaccare le finanze pubbliche, e mettere tutti d’accordo. A proposito di accordo, l’obiettivo dichiarato della Commissione è costruire un consenso quanto più ampio possibile. “Dobbiamo parlarne con tutti”, sottolinea il commissario per il Clima, Hoekstra.
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