Bruxelles – L’Unione europea si schiera al fianco dei territori ucraini occupati, non solo quando sono teatri di guerra, ma anche quando sono seggi di elezioni illegittime. Oggi (12 ottobre) il Consiglio UE ha annunciato misure restrittive nei confronti di 77 persone coinvolte nelle “elezioni illegali” per la Duma di Stato russa. Si tratta delle votazioni per la Camera bassa del Parlamento russo che si sono tenute a settembre 2026 e che hanno avuto luogo anche nei territori ucraini temporaneamente e illegalmente occupati dalla Russia. L’Unione europea ha condannato inequivocabilmente la loro organizzazione in quanto l’iniziativa “viola il diritto ucraino e internazionale e anche la Carta delle Nazioni Unite”, oltre che minare “l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”.
L’elenco delle persone sanzionate oggi comprende 74 candidati che si sono presentati alle elezioni per vari partiti nella: “Repubblica popolare di Donetsk”, in quella “di Luhansk”, nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, nonché nella cosiddetta “Repubblica di Crimea e nella città di Sebastopoli”. Secondo quanto comunicato dal Consiglio in una nota stampa, “partecipando alle ‘elezioni’, tali individui hanno contribuito attivamente ai tentativi di legittimare la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e di sostenere l’occupazione illegale russa nei territori ucraini”.
Per le stesse ragioni, il Consiglio ha imposto misure restrittive a tre membri della Commissione elettorale centrale della Federazione Russa per il loro ruolo nell’organizzazione delle “elezioni farsa”. Le persone inserite nella lista nera sono soggette al congelamento dei beni nell’UE e al divieto di ingresso o transito nel territorio dell’Unione. Inoltre, cittadini e imprese europee non potranno mettere a loro disposizione fondi o risorse economiche. A settembre, il Consiglio aveva già adottato misure restrittive nei confronti di dieci persone per aver sostenuto la repressione dell’opposizione democratica e aver gravemente minato la democrazia e lo Stato di diritto in Russia. La vicenda risale al 10 agosto quando la Corte suprema di Mosca ha escluso il partito d’opposizione e, soprattutto, contrario alla guerra d’aggressione russa in Ucraina, Yabloko, dalle elezioni legislative di settembre. Le dieci persone erano legate a questo episodio.


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