Bruxelles – Avanti con l’agenda legislativa, velocemente, in modo mirato, e procedendo per priorità. Sulla competitività i capi di Stato e di governo trovano una quadra nell’agenda di lavoro, che i Ventisette riuniti a Bruxelles per il vertice del Consiglio europei definiscono in uno dei punti che produce le convergenze meno problematiche. Le conclusioni vengono diffuse però a tarda sera, dopo oltre dodici ore di riunione, a riprova della difficoltà di un tema, quello della competitività, che si lega con il rincaro dei prezzi dell’energia.
È proprio la parte relativa all’aumento dei prezzi dell’energia ad aver ‘tenuto in ostaggio’ la discussione sulla competitività, suddivisa in due momenti diversi: una prima discussione con la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e una discussione solo tra capi di Stato e di governo. La prima riunione è servita a ribadire l’accordo politico inter-istituzionale per continuare a lavorare nel solco dell’agenda ‘Un’Europa, un mercato’ e velocizzare l’attuazione del calendario di lavoro approvato in occasione del Consiglio europeo di marzo.
In tal senso le tre istituzioni – Commissione, Parlamento e Consiglio – restano concentrate sulla realizzazione delle iniziative chiave necessarie per rafforzare la competitività dell’Europa, eliminare gli ostacoli nel Mercato unico e fornire energia pulita e accessibile, potenziando al contempo la dimensione sociale del progetto europeo, al fine di promuovere la giustizia sociale e un’Europa più equa e inclusiva. I leader hanno quindi definito come procedere
Reti, automotive, imprese, IA: le priorità per la competitività
Per i capi di Stato e di governo tra le proposte normative da portare avanti con rinnovata urgenza figurano innanzitutto le regole in materia di diritto societario (noto come 28esimo regime), l’atto sull’accelerazione industriale (Industrial Accelerator Act), il pacchetto sulle reti europee, nonché i pacchetti di semplificazione nei settori digitale, ambientale e automobilistico. Qui si invitano le istituzioni europee a concludere l’iter legislativo entro la fine dell’anno.
I capi di Stato e di governo ribadiscono quindi “l’urgenza di compiere progressi decisivi nell’approfondimento e nell’integrazione del mercato unico, eliminando le barriere rimanenti, tra cui la frammentazione dei requisiti di etichettatura e imballaggio e i vincoli territoriali di approvvigionamento, e prevenendone la formazione di nuove”. L’agenda legislativa immediata deve inoltre prevedere semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi, prezzi accessibili dell’energia, passi avanti sull’agenda per l’Unione dell’energia 2030, innovazione, e mobilitazione degli investimenti.
Per tutto questo la Commissione europea viene esortata a presentare “ulteriori iniziative per snellire e accelerare le procedure di pianificazione e autorizzazione, per evitare eccessi e ridurre gli oneri amministrativi e regolamentari, anche proponendo una riduzione degli obblighi di rendicontazione, in particolare per le PMI”.
Caro-energia, alla Commissione il mandato di misure di contrasto
Contro il caro-energia, elemento di freno a competitività e crescita, i leader invitano la Commissione europea ad “esaminare e proporre, dove necessario, ulteriori misure per far fronte, nel breve periodo, all’impennata dei prezzi dell’energia, tenendo conto al contempo delle specificità degli Stati membri, ivi comprese le differenze nei prezzi dell’elettricità”. È in queste righe la volontà a provare a trovare una risposta al problema dei listini in modo ordinato e coordinato, e che risponde anche alle esigenze dell’Italia.
I Ventisette accolgono favorevolmente la proposta di rinvio di una parte delle regole sul metano, così come plaudono l’intenzione della Commissione di prorogare il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato a favore dei settori industriali maggiormente esposti, l’intenzione di sviluppare un quadro a breve termine per ottimizzare la capacità e l’efficienza delle raffinerie dell’UE, e, soprattutto, intraprendere iniziative per aggregare la domanda di energia su base volontaria. È sulla base di ciò che si chiede all’esecutivo comunitario di esplorare meccanismi europei di contrasto al caro-bollette.
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