Bruxelles – Debito pubblico, Italia sempre più vicina alla Grecia. Alla fine del secondo trimestre del 2026 il rapporto debito/PIL della Repubblica italiana si è attestato al 139,9 per cento, rispetto al 140,8 per cento della repubblica ellenica. Continua dunque quel percorso che vuole il governo di Roma primo nell’UE per livello di debito nel 2027. La dinamica ascendente non è propria solo dell’Italia, rileva Eurostat nei dati diffusi oggi (21 ottobre): al termine del trimestre aprile-giugno 2026 il rapporto il debito/PIL nell’area dell’euro si è attestato all’88,8 per cento, in aumento rispetto all’88,4 per cento registrato alla fine del primo trimestre del 2026.
Rispetto al primo trimestre del 2026, quindici Stati membri hanno registrato un peggioramento dello stato delle finanze pubbliche, e dunque un aumento del livello di debito. Tra questi anche l’Italia. Gli incrementi più significativi, rileva l’istituto di statistica europeo, sono stati osservati in Polonia (+3,0 punti percentuali), Portogallo (+2,1 pp), Lettonia (+1,9 pp), Lituania (+1,6 pp), Francia (+1,4 pp), Italia e Malta (entrambe +1,3 pp) ed Estonia (+1,1 pp).
Guardando alle principali componenti delle passività, alla fine del secondo trimestre del 2026 il debito delle amministrazioni pubbliche dell’eurozona, era costituito per l’84,5 per cento da titoli di debito, per il 13,1 per cento da prestiti e per il 2,4 per cento da valuta e depositi.
Anche a livello di tutti i 27 Stati membri, il rapporto debito/PIL è aumentato di quasi mezzo punto percentuale, passando dall’82,5 per cento del periodo gennaio-marzo all’82,9 per cento del periodo aprile-giugno. Nell’UE la composizione dell’indebitamento era pari all’83,9 per cento per i titoli di debito, al 13,8 per cento per i prestiti e al 2,4 per cento per valuta e depositi.
Deficit stabile
Buone notizie invece sul fronte del deficit. Eurostat ha pubblicato anche i dati annuali relativi a questo indicatore, e i numeri indicano che nell‘area dell’euro il rapporto tra disavanzo pubblico e PIL è rimasto invariato al 3 per cento nel 2024 e nel 2025. Nell’UE, anch’esso è rimasto invariato al 3,1 per cento, lo stesso livello del 2024.
A livello di Stati membri dell’UE, i disavanzi più elevati sono stati registrati in Romania (-7,8 per cento), Polonia (-7,2 per cento), Belgio (-5,2 per cento) e Francia (-5,1 per cento). Buone notizie per l’Italia, che si distingue per una controtendenza contraddistinta dalla riduzione del livello di deficit tra 2024 e 2025, passato dal 3,4 per cento al 3,1 per cento.


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