Bruxelles – La Turchia rafforza sempre di più la presenza nella parte nord di Cipro e l’Unione europea prende atto. L’AKP, il partito del primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, apre una sede nella parte vecchia di Nicosia, per quello che a Bruxelles viene letto come un atto di ‘conquista’. “Questo sviluppo suscita preoccupazioni riguardo alla crescente influenza politica e amministrativa della Turchia nelle aree occupate della Repubblica di Cipro, nonché in merito alla tutela del patrimonio culturale e al rispetto della sovranità di uno Stato membro dell’UE”, denuncia l’europarlamentare cipriota Giorgos Georgiou (laSinistra).
La Commissione europea, ricorda Kos, in merito alla questione di Cipro “ha ribadito, anche attraverso contatti bilaterali con le autorità turche, che l’UE resta pienamente impegnata a favore di una soluzione globale nell’ambito delle Nazioni Unite, in conformità con tutte le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU e in linea con i principi sui quali si fonda l’UE e con l’insieme dei suoi diritti, obblighi e normative”. In tal senso “la Commissione si aspetta che la Turchia favorisca un clima propizio alla ripresa dei negoziati per una soluzione, sotto l’egida delle Nazioni Unite”. L’apertura della sede del partito di governo turco mostra come la Turchia di Erdogan a piccoli passi reda sempre più esplicito il controllo di Cipro nord, rendendo sempre più complicata e difficile una riunificazione dell’isola, mentre l’UE sta a guardare e a pregare che il governo di Ankara non proceda all’annessione definitiva del territorio.