Accordo Turchia-Libia sul Mediterraneo orientale, la condanna dell’UE sempre più in rotta con Ankara
Erdoğan stringe un'intesa con il governo orientale libico, mentre l'Unione europea riconosce l'esecutivo di Tripoli. Il protocollo turco-libico ignora i confini marittimi di Grecia e Cipro, ed è contrario al diritto internazionale
Bruxelles – Libia e Turchia, il protocollo bilaterale sui confini marittimi apre una crepa nelle relazioni con l’UE. Il governo di Bengasi e quello di Ankara hanno firmato un accordo che supera la reciproca controversia riguardante le pretese contrapposte sui confini marittimi e sui diritti di esplorazione di risorse energetiche nel Mediterraneo orientale. L’accordo viene però contestato da Grecia, Cipro ed Egitto. L’intesa turco-libica ignorerebbe i diritti marittimi di altri Stati e delle isole greche, creando una linea di delimitazione che non rispetta i principi del diritto internazionale del mare.
L’iniziativa irrompe nell’agenda dei lavori dell’Unione europea. Nella tarda sera di ieri (20 ottobre) il presidente del Consiglio europeo, António Costa, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, hanno emesso una nota congiunta di censura. “Tale accordo lede i diritti sovrani di Stati terzi, non è conforme al diritto del mare ed è nullo e privo di effetti giuridici“, criticano i presidenti delle due istituzioni comunitarie, che vanno all’attacco dei governi dei due Paesi partner.
Due governi libici, lo stesso Erdogan: il dilemma turco dell’UE
La questione dell’intesa turco-libica è in realtà più complessa di quanto appare. In Libia ci sono due governi rivali: uno è il governo di unità nazionale (GUN) con sede a Tripoli, guidato da Abdul Hamid Dbeibah e riconosciuto dall’ONU, l’altro è il governo di stabilità nazionale (GSN) con sede a Bengasi, guidato dal generale Khalifa Haftar. È con questo secondo governo che il presidente turco, Recep Tayipp Erdoğan ha preso gli accordi sulla spartizione del Mediterraneo orientale.
Con questa mossa la Turchia ha intrapreso un’azione contraria al diritto internazionale, ledendo diritti e interessi di Stato indipendenti e sovrani dell’UE, e legittimando il governo orientale della Libia, non riconosciuto e in violazione della linea dell’ONU. La Turchia, partner dell’UE e membro della NATO, si trova dunque al di fuori di ogni logica tradizionale, ponendo una nuova sfida esistenziale per l’UE.
Khalīfa Belqāsim Ḥaftar, capo del governo di stabilità nazionale libico (GSN), non riconosciuto dall’ONU [foto: SalimIRQ/Wikimedia Commons]Mentre l‘UE riconosce il governo di unità nazionale, la Turchia riconosce di fatto l’esecutivo di Bengasi, rendendo già da questo difficile il dialogo euro-turco sulla Libia. Divergenze di non poco conto per un’Unione europea che vede complicarsi il dialogo con Ankara.
UE senza partner affidabili in un mondo senza regole
Gli Stati Uniti di Donald Trump hanno reciso legami con Nazioni Unite, dichiarato guerra alla Corte penale internazionale, Organizzazione mondiale del Commercio (WTO) attraverso dazi unilaterali, e si sono riavvicinati alla Russia di Vladimir Putin; il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha portato lo Stato ebraico al centro di accuse di crimini di guerra e genocidio a Gaza; la Libia, che pure è teoricamente per l’UE un alleato in materia di lotta all’immigrazione illegale, ora si aggiunge alla lista degli ‘amici’ che smantellano l’ordine mondiale e impongono l’unilateralismo.
Elissavet Vozemberg-Vrionidi, europarlamentare greca del PPE, riesce ad aprire i lavori della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo con una dichiarazione che invita Commissione e Consiglio ad alzare la voce contro il protocollo turco-libico per il Mediterraneo orientale. Nuovo nodo da sciogliere per un’UE che appare sotto attacco da Paesi considerati partner e non più tali. Qualche ora più tardi, a Bruxelles, nel quotidiano briefing con la stampa il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Christian Wigand, ha ricordato che “azioni o accordi non conformi al diritto internazionale non possono produrre effetti giuridici per uno Stato terzo o per gli Stati membri” dell’Unione europea. “Stiamo valutando le implicazioni di questo sviluppo, naturalmente in stretto coordinamento con i nostri Stati membri”, ha sottolineato rispetto all’approvazione da parte della Camera dei rappresentanti libica dell’accordo sulla delimitazione delle aree di giurisdizione marittima. “La nostra priorità rimane il dialogo, la de-escalation e la salvaguardia della stabilità regionale. E naturalmente, l’UE è pronta a difendere gli interessi dell’UE e dei suoi Stati membri”, ha concluso.
Erdoğan stringe un'intesa con il governo orientale libico, mentre l'Unione europea riconosce l'esecutivo di Tripoli. Il protocollo turco-libico ignora i...