Bruxelles – Quasi un europeo su tre ritiene che i Paesi dell’Unione dovrebbero cercare di riprendere l’approvvigionamento di gas dalla Russia, ma solo dopo la fine della guerra in Ucraina. L’Italia, invece, è lo Stato che registra la percentuale più alta di chi pensa che la riapertura del rubinetto possa avvenire anche prima del termine del conflitto. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio di Polling Europe Euroscope, società di ricerche di mercato e sondaggi con sede a Bruxelles, frutto della collaborazione tra SWG e OpinionWay , di cui Eunews ha fornito un’anteprima esclusiva. Alla domanda se i Paesi europei dovrebbero cercare di riprendere l’approvvigionamento di gas dalla Russia, il 32 per cento ha risposto ‘Sì, ma solo dopo la fine della guerra in Ucraina’; il 30 per cento ‘Sì, anche prima della fine della guerra in Ucraina’ e il 25 per cento ha dato un secco ‘No’ (il 13 per cento, invece, afferma di non saper rispondere).
Guardando alle suddivisioni per Paese, Polonia (35 per cento) e Francia (30 per cento) sono gli Stati che registrano le maggiori opposizioni alla riapertura dei canali energetici. Seguono Germania e Spagna (in entrambe il No ha riscosso il 24 per cento delle risposte) e per ultima l’Italia con il 19 per cento. L’Italia è, invece, il Paese con il maggiore sostegno (38 per cento) alla ripresa dell’approvvigionamento di gas russo anche prima della fine del conflitto. La seguono Germania (33 per cento) e, con distacco, Spagna (28 per cento), Francia (24 per cento) e Polonia (20 per cento). Gli spagnoli sono i più forti sostenitori di una ripresa delle relazioni solo dopo il termine della guerra, con il 37 per cento, seguiti da polacchi (32 per cento), italiani (31 per cento), tedeschi (30 per cento) e francesi (24 per cento).
I principali sostenitori di una ripresa degli approvvigionamenti energetici solo una volta terminata la guerra in Ucraina sono gli elettori del gruppo liberale di Renew Europe (42 per cento), quelli dell’Alleanza progressista dei socialisti e democratici (S&D), con il 37 per cento, e quelli della famiglia popolare (PPE) con il 36 per cento. Seguono gli europei che votano i Verdi e dei Conservatori e Riformisti di ECR (entrambi al 35 per cento), La Sinistra (34 per cento) e i Patrioti per l’Europa (PfE – 32 per cento). Chiudono la classifica gli elettori dell’Europa delle Nazioni Sovrane (ESN) con il 24 per cento.
Al contrario, quelli che appoggiano la riapertura della relazione anche prima della fine della guerra sono proprio i cittadini che votano per ESN, con il 60 per cento di preferenze per questa voce. Tutti gli altri si ritrovano attorno al 30 per cento o sotto: La Sinistra (35 per cento), Patrioti (34 per cento), ECR (31 per cento), PPE (25 per cento), Renew (21 per cento), S&D e Verdi (20 per cento).
L’indagine è stata condotta online mediante la metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interview) su un campione rappresentativo della popolazione dell’Unione europea di età pari o superiore ai 18 anni. La dimensione complessiva del campione è di 5.067 interviste complete, distribuite proporzionalmente alla popolazione dei 27 Paesi dell’UE, con un lieve aggiustamento che consente di analizzare i dati a livello paneuropeo, prevedendo suddivisioni per i 5 Paesi più popolosi (Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia) e per 3 diverse aree geografiche: Europa centro-orientale, Europa settentrionale ed Europa meridionale. Per ciascun Paese sono state stabilite quote proporzionali in base all’età e al genere, calcolate sulla base dei parametri più recenti forniti da Eurostat. Le interviste sono state raccolte tra il 21 e il 30 settembre 2026.










