Bruxelles – Nel 2025 sulle strade dell’Unione europea hanno perso la vita 19.350 persone. Lo comunica la Commissione europea nella quale diffonde i dati definitivi sugli incidenti stradali dello scorso anno, che segnano un calo del 3 per cento rispetto al 2024 (580 decessi in meno) e del 15 per cento rispetto al 2019 (3.400 in meno). Un risultato che conferma l’UE tra le aree più sicure al mondo per la circolazione su strada, ma che non basta: la maggior parte degli Stati membri non è ancora sulla buona strada per centrare il traguardo fissato nel 2018, ossia dimezzare entro il 2030 il numero di morti e feriti gravi.

Solo cinque Paesi risultano in linea con l’obiettivo: Belgio, Bulgaria, Danimarca, Polonia e Romania. Nonostante i progressi registrati dal 2019, Bulgaria e Romania restano, insieme alla Croazia, i Paesi con il tasso di mortalità più alto, rispettivamente con 71, 68 e 65 decessi per milione di abitanti. All’estremo opposto della classifica figurano Svezia (19) e Danimarca (24). L’Italia è al 49, ma in calo del 5 per cento. La media UE è 43.
Secondo i dati, gli anziani sono le vittime più frequenti. La maggior parte degli incidenti mortali avviene sulle strade extraurbane. Per ogni vittima, si stimano inoltre circa cinque feriti gravi: circa 100mila persone ogni anno nell’UE.
“La sicurezza stradale va oltre regole e normative. Si tratta di proteggere vite e prevenire tragedie che colpiscono famiglie e comunità in tutta Europa”, ha dichiarato il commissario europeo per i Trasporti sostenibili e il Turismo, Apostolos Tzitzikostas. “Nell’Unione europea, ogni vita persa sulle nostre strade è una di troppo. Il nostro obiettivo è chiaro: garantire che ogni cittadino, ovunque viaggi e qualunque mezzo di trasporto utilizzi, possa raggiungere la propria destinazione. Ciò significa rendere le nostre strade più sicure, rafforzare la prevenzione e assicurare che ogni viaggio si concluda in sicurezza”, ha aggiunto in una nota.

Segnali incoraggianti arrivano dalle stime provvisorie per il primo semestre 2026: i Paesi che registrano un calo delle vittime superiore al 5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025 sono più numerosi di quelli in cui i decessi aumentano. L’esecutivo UE invita però alla cautela, perché nei Paesi con numeri ridotti le oscillazioni annuali possono essere marcate e gli incidenti seguono un andamento stagionale, con un picco in estate. I dati preliminari sull’intero 2026 saranno pubblicati a marzo 2027.
Il tema sarà al centro della Conferenza europea sulla sicurezza stradale, in programma il 23 novembre a Bruxelles, nell’edificio Charlemagne.
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