Bruxelles – Bisogna guardare in faccia alla realtà. Una realtà che ci dice che il prossimo inverno sarà “duro” per molti cittadini, dato che oltre 50 milioni di europei non saranno in grado di “riscaldare adeguatamente” le proprie abitazioni. A confermarlo è il commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, in un punto stampa a margine dell’inizio dei lavori del Consiglio Energia di oggi (29 ottobre) a Lussemburgo. Il commissario invita gli Stati membri ad “adottare misure mirate e temporanee” per aiutare i cittadini più vulnerabili a fronteggiare i rincari dell’energia, senza perdere di vista l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. “Elettrificazione, pompe di calore, auto elettriche: sono tutte cose che possono essere sostenute e che fanno la differenza, anche a breve termine”, ha sottolineato.
Il messaggio di Jørgensen ai Ventisette è chiaro: “Fate tutto il possibile per abbandonare i combustibili fossili il più rapidamente possibile”, puntando su rinnovabili, efficienza energetica ed elettrificazione. Il commissario ha riconosciuto che in alcuni Paesi potrebbe esserci la tentazione di sovvenzionare direttamente i combustibili fossili, una misura che può essere necessaria in determinate circostanze, soprattutto per proteggere le fasce più vulnerabili.
Sul tema della sicurezza degli approvvigionamenti, la ministra svedese dell’Energia, Ebba Busch, ha richiamato l’attenzione sul rischio che l’Unione si limiti a sostituire una dipendenza energetica con un’altra. “Siamo alla seconda crisi energetica in quattro anni. Mi preoccupa molto che, dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina, ci limitiamo ancora a spostare la nostra dipendenza: stiamo passando dal gas russo a quello americano”, ha dichiarato. Il coinvolgimento degli Stati Uniti attorno allo Stretto di Hormuz, ha aggiunto, ha reso questo scambio “problematico, a dir poco”. Per Busch, la priorità deve essere l’indipendenza energetica europea e l’uscita dai combustibili fossili.
Di rassicurazione sull’approvvigionamento ha parlato invece il sottosegretario tedesco all’Energia, Frank Gunter Wetsel. Pur ammettendo che “gli stoccaggi di gas in Germania sono inferiori rispetto agli anni passati”, ha spiegato che ad ottobre – mese normalmente caratterizzato dai prelievi in vista dell’inverno – “non si sono registrate sottrazioni di gas”, ma persino una leggera immissione. Berlino può inoltre contare su importazioni stabili, terminali di gas naturale liquefatto pienamente operativi e fornitori diversificati.
Proprio la sicurezza energetica sarà uno dei temi centrali della riunione, insieme alla proposta di regolamento della Commissione per rendere le bollette elettriche più sostenibili, riducendo i costi di sistema e promuovendo elettrificazione e digitalizzazione. Presentata il 17 luglio, la proposta punta a rendere le tariffe di rete più trasparenti ed efficienti, sostenere le reti e i contatori intelligenti e introdurre misure fiscali a favore dell’elettrificazione. I ministri discuteranno anche delle pressioni sui prezzi legate alla guerra russa contro l’Ucraina e al conflitto in Medio Oriente, oltre che degli obiettivi di efficienza, resilienza, interconnessione ed elettrificazione da integrare nel quadro energetico post-2030, in linea con il traguardo climatico europeo per il 2040 e la neutralità climatica al 2050.
Sul regolamento sugli oneri di rete, l’Italia ha già espresso riserve. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha chiesto di tutelare l’autonomia regolatoria nazionale e di stralciare l’articolo 18c, relativo alle disposizioni fiscali. Secondo il ministro, l’attribuzione alla Commissione di poteri per armonizzare i criteri tariffari “rischia di incidere sull’indipendenza dei regolatori nazionali e di non rispettare la corretta base giuridica in materia fiscale”. La disposizione, ha sostenuto, potrebbe inoltre avere conseguenze significative sul gettito italiano o tradursi in maggiori costi per famiglie e imprese, con effetti contrari all’obiettivo di promuovere l’elettrificazione.
Tra i punti che saranno sollevati a margine dei lavori, sei Paesi – Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Italia e Slovacchia – presenteranno inoltre un documento informale (non-paper) per chiedere una strategia europea di lungo periodo a tutela della competitività delle raffinerie. I firmatari distinguono la sicurezza delle forniture di greggio da quella dei prodotti raffinati, sottolineando la dipendenza europea dalle importazioni di carburanti lavorati e di sottoprodotti critici, come zolfo ed elio. L’obiettivo è evitare che la chiusura degli impianti riduca la capacità industriale europea e metta a rischio la stabilità economica e le esigenze della difesa.
A margine del Consiglio, Pichetto Fratin ha partecipato alla riunione dell’Alleanza sul nucleare, alleanza di cui l’Italia è diventata membro a giugno del 2025, ribadendo il sostegno italiano a “un approccio fondato sulla neutralità tecnologica e sulla libertà degli Stati membri di scegliere il proprio mix energetico”. Il ministro ha ricordato l’entrata in vigore, il 15 ottobre, della legge delega sul nucleare sostenibile e il lavoro in corso sui decreti attuativi. Accanto all’elettrificazione, ha concluso, “l’Italia punta anche su idrogeno, gas rinnovabili, biocarburanti e tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio”.










