Bruxelles – Emissioni di metano, il Consiglio dell’UE dice ‘sì’ alla proposta di rinvio di un anno per le regole sulle importazioni di combustibili fossili. Gli Stati membri confermano la proposta della Commissione europea varata per rispondere al rincaro dei prezzi dell’energia, operando dunque una distinzione netta rispetto al Parlamento europeo, che invece chiede uno stop di tre anni. Alla luce del voto di oggi (6 novembre), il negoziato inter-istituzionale che si apre si gioca proprio sul periodo di posticipazione delle regole sulle emissioni di metano per le importazioni.
Stop di un anno, cosa ha deciso il Consiglio
Gli Stati membri si sono detti d’accordo ad un rinvio di un anno di poche e mirate disposizioni del regolamento sul metano del 2024 in materia di acquisti di gas. Nello specifico vengono posticipati obblighi di monitoraggio, comunicazione e verifica delle emissioni per gli importatori di gas naturale, petrolio greggio e carbone, che si applicheranno a decorrere dall’1 gennaio 2028 (anziché dal 1 gennaio 2027). In secondo luogo slitta l’obbligo di comunicazione dell’intensità di metano, sia per gli importatori che per i produttori dell’Unione, che si applicherà a decorrere dal 5 agosto 2029 (anziché dal 5 agosto 2028). Ancora, vengono spostati in avanti i requisiti per livelli massimi di intensità di metano, sia per gli importatori che per i produttori dell’Unione, che si applicheranno a decorrere dal 5 agosto 2031 (anziché dal 5 agosto 2030). Clausola di revisione e possibilità di estensione oltre un anno
Il Consiglio dell’UE sembra comunque aprire alla possibilità di rinvio superiore a un anno, laddove viene precisato che “entro il 30 settembre 2027 la Commissione valuterà se siano soddisfatti gli elementi necessari per l’attuazione degli obblighi di comunicazione”. Questo implica che in base alle valutazione si possa confermare oppure rivedere, magari in termini di più tempo, la scelta di posticipazione delle regole per il metano.
La posizione concordata dagli Stati prevede che “qualora uno degli elementi necessari non sia presente, la Commissione rinvierà, tramite atti di secondo livello, l’applicazione degli obblighi di monitoraggio relativi alle importazioni, come concordato dagli Stati membri”. Inoltre, la Commissione europea potrebbe proporre modifiche al regolamento sul metano qualora persistessero difficoltà nell’attuazione o emergesse una minaccia per la sicurezza dell’approvvigionamento.
È questo elemento che potrebbe permettere “un’intesa rapidamente” con il Parlamento, obiettivo dichiarato della presidenza irlandese di turno del Consiglio dell’UE. Per Darragh O’Brien, ministro per il Clima, l’Energia e l’Ambiente dell’Irlanda, “l‘accordo raggiunto oggi dal Consiglio propone un approccio pragmatico: affrontare le tensioni sui mercati dell’energia, preservando al contempo la leadership globale dell’UE nella riduzione delle emissioni di metano”.