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    Home » Cultura » Nella Bruxelles del tabù coloniale arriva piazza Patrice Lumumba

    Nella Bruxelles del tabù coloniale arriva piazza Patrice Lumumba

    La Piazza si troverà nel quartiere di Matongè e sarà inaugurata il 30 giugno

    Caterina Tani</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/CTBRX" target="_blank">CTBRX</a> di Caterina Tani CTBRX
    20 Aprile 2018
    in Cultura

    Bruxelles – Per un Paese come il Belgio, che non ha ancora fatto i conti fino in fondo con il proprio passato colonialista oltre mezzo secolo dopo aver lasciato il Congo, la decisione di intitolare una piazza di Bruxelles all’eroe dell’indipendenza congolese Patrice Lumumba ha una portata quasi storica.

    La piccola piazza, che si trova nel quartiere di Matongé, proprio dietro l’abside della chiesa di Saint Boniface, zona di bar e ritrovi, sarà inaugurata il prossimo 30 giugno, dopo anni di lotte da parte delle associazioni del quartiere che, nel 2013, erano quasi riuscite a far approvare il progetto.

    “Il 30 giugno, Bruxelles, per la prima volta, avrà una piazza Patrice-Lumumba” ha annunciato il 17 aprile il sindaco di Bruxelles, Philippe Close, aggiungendo: “siamo estremamente orgogliosi di riconoscerlo”.

    Lumumba giocò un ruolo significativo nella transizione del Congo da Stato coloniale a Paese indipendente e ne fu Primo ministro per tre mesi nel 1960, prima di essere assassinato nel 1961 in circostanze non ancora del tutto chiarite.

    La scelta del quartiere nel quale la piazza si trova non è casuale.

    Matongè, che prende il nome da una zona commerciale della capitale congolese Kinshasa, è difatti il principale presidio della comunità congolese a Bruxelles.

    Centrale eppure atipico, Matongè è tutto un fiorire di parrucchieri intenti a fare treccine e negozi di vestiti colorati e gioielli etnici africani, mentre profumi dolci di cibi esotici si spandono nelle strade.

    Gli abitanti del quartiere, in prevalenza congolesi, affollano le strade a ogni ora.

    “Questo è un quartiere che tutti conoscono, che ha un significato molto emozionante per la nostra comunità”,  ha dichiarato Lydia Mutyebele, consigliera del Partito Socialista belga che ha guidato il progetto. “E’ una vittoria molto grande”, ha aggiunto Mutyebele.

    Il colonialismo belga è riconosciuto come uno dei più feroci tra quelli perpetrati dalle potenze europee, e si calcola che tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento abbia provocato non meno di 3 ma forse fino a 10 milioni di morti.

    Per oltre due decadi, prima di diventare una vera “colonia” dello Stato, il Congo, ricco di materie prime e minerali, è stato sotto il giogo del re belga Leopoldo II, che ha amministrato il grande Stato africano come sua proprietà personale, permettendo ogni genere di atrocità – compresi omicidi di massa e lavori forzati.

    Tristemente celebri sono le foto in bianco e nero di coloni, attorniati da congolesi con le mani mozzate per aver rifiutato il lavoro forzato nelle coltivazioni di caucciù o per altri futili motivi.

    Il Belgio, dove sino a oggi ha prevalso un atteggiamento di rimozione della memoria verso una storia tanto cruenta, mostra, con la decisione di chiamare una piazza col nome di colui che liberò Congo dal colonialismo, di voler affrontare i propri fantasmi.

    Il sindaco di Bruxelles ha detto di essere “estremamente orgoglioso” per la decisione di che ha presentato come la fine di un “tabù” in Belgio.

    Ma l’iniziativa della piazza di Matongè, non è isolata, visto che quest’anno Bruxelles ha annunciato che a dicembre il museo del Congo – l’ultimo museo coloniale esistente – verrà riaperto dopo cinque anni di lavori.

    E l’obiettivo è (anche) dichiaratamente quello di fare pace col passato dopo che come ricordato dal Guido Gryseels, direttore generale del museo “fino a poco tempo fa nella scuole belghe si insegnava che portavamo la civilizzazione”.

    Tags: belgiocoloniecongomatongèPatrice LumumbaPhilippe Close

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