- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 15 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » “Dobbiamo rimettere insieme un Paese diviso”. May apre a Corbyn, e lui accetta

    “Dobbiamo rimettere insieme un Paese diviso”. May apre a Corbyn, e lui accetta

    La premier cerca un accordo con il quale ottenere un breve rinvio rispetto alla scadenza del 12 aprile, ma non oltre il 22 maggio. "Serve l'unità nazionale per onorare l'interesse nazionale"

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    2 Aprile 2019
    in Politica
    Jeremy Corbyn e Theresa May

    Jeremy Corbyn e Theresa May

    Bruxelles – “Dobbiamo rimettere insieme un Paese diviso… così non si può andare avanti”. La premier britannica Theresa May apre all’opposizione, e il suo leader, Jeremy Corbin, accetta di sedersi al tavolo. Per tenere insieme il regno, e per realizzare la Brexit.

    E’ l’ultima speranza per la premier di portare a casa un accordo che consenta alla Brexit di avvenire (primo suo obiettivo) senza che ci siano strappi troppo duri con l’Unione europea e senza danno troppo gravi per i suoi concittadini. Per farlo chiede l’aiuto dei laburisti, spiegando che così non si può andare avanti, che sono “tempi difficili” in cui “la passioni si accendono”, ma che il Paese deve essere riunificato.

    Dopo sette ore di riunione di gabinetto May non dice quali contenuti potrebbero esserci in un documento sottoscritto, e votato, anche dai laburisti, è troppo presto per dirlo, ma vuole riuscire a trovare l’intesa prima del vertice europeo del 10 aprile, ed arriva anche a dire che se non si troverà un accordo bilaterale allora è pronta a sottoporre al Parlamento, insieme a Corbyn, varie scelte, per poi adeguarsi a quella che prevarrà, se mai ce ne sarà una.

    E’ il passo disperato di chi votò remain e poi si è votata al leave, aprendo le braccia a chi ha sempre accarezzato il leave, Corbyn, ma che l’ha interpretato in maniera più morbida. Non c’è nulla di scritto, non è affatto detto che un accordo tra i due poi possa trovare il consenso dei rispettivi deputati, anzi è certo che per molti non sarà così, però è un passo ragionevole, “sano”, dopo tre anni di “dispotismo” della premier, che non ha mai voluto ascoltare i deputati del regno ed ora, per salvare la patria da un no deal che sarebbe disastroso. Pur se May ha avuto ancora la forza di dire che nel lungo termine sarebbe un bene per i britannici.

    I brexiters più duri, quelli di Eton e delle società all’estero, si sono rivoltati come serpenti, accusandola di scendere a patti con “un noto marxista” (Corbyn), che affermano senza vergogna che lei preferisce questo passo al bene del suo partito (Jacob Rees-Mogg). Se May ha una possibilità di non passare alla storia come il peggior primo ministro britannico se la sta invece giocando ora, dando un po’ più di senso alle parole “popolo britannico”, riconoscendo che una buona parte di questo è anche tra i laburisti. Chissà quanti, però, probabilmente tanti, vorrebbero andare a votare in un nuovo referendum, che qualcuno ancora proverà a chiedere.

    Poi, certo, con questa mossa la premier spera di evitare altre scelte che sono ancora tutte possibili: dimissioni, elezioni anticipate, un secondo referendum, la cancellazione di tutto il processo, il no deal.

    Dunque ora May in questo momento “in cui serve l’unità nazionale per onorare l’interesse nazionale”, si vedrà con Corbyn e cercherà un’intesa, il necessario “compromesso”, ha detto, con il quale aggiornare l’accordo fatto con l’UE, che non può essere modificato. Se troverà l’intesa la premier chiederà ai leader UE una “breve proroga” che, ha sottolineato “non vada oltre il 22 maggio”, per avere il tempo di formalizzarne i passaggi in Parlamento, dunque senza elezioni europee per i britannici e nel rispetto, sostanziale, della tempistica concordata due settimane fa con Bruxelles in caso di uscita con un accordo. Che è sempre possibile.

    Tags: accordobrexitdiscorsointesaJeremy CorbynTheresa May

    Ti potrebbe piacere anche

    Attivisti per la Palestina e il diritto internazionale sotto la sede della Commissione Ue nell'ottobre 2025 - Foto G. Torbidoni
    Politica Estera

    Stop all’accordo UE-Israele, la petizione ha raggiunto il traguardo del milione di firme

    14 Aprile 2026
    25 Churchill Place, Canary Wharf, la vecchia sede dell'EMA a Londra [foto: Alex McGregor/Wikimedia Commons, rielaborazione Eunews]
    Politica Estera

    La Brexit continua a costare (caro): l’UE paga ancora 12,5 milioni all’anno per la vecchia sede dell’EMA

    10 Aprile 2026
    Sadiq Khan mobilità
    Politica Estera

    Il sindaco di Londra Khan preme su Starmer per rientrare nell’UE

    19 Marzo 2026
    Difesa e Sicurezza

    Sicurezza aerea, Bruxelles e Berna firmano l’accordo sulla condivisione dei dati dei passeggeri

    5 Marzo 2026
    Economia

    Il Gruppo BEI e CDP rafforzano la partnership per promuovere investimenti e crescita sostenibile in Italia e all’estero

    5 Marzo 2026
    (L/R) Argentina's President Javier Milei, Uruguay's President Luis Lacalle Pou, European Commission President Ursula von der Leyen, Brazil's President Luiz Inacio Lula da Silva and Paraguay's President Santiago Pena pose for the family picture of the LXV Mercosur Summit in Montevideo on December 6, 2024. (Photo by Eitan ABRAMOVICH / AFP)
    Economia

    UE-Mercosur, von der Leyen dà il via all’applicazione provvisoria: “L’Europa che plasma il futuro”

    27 Febbraio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    produzione industriale - fonte: Imago economica

    Sale la produzione industriale a febbraio, +0,4 per cento nell’UE e nell’area euro

    di Caterina Mazzantini
    15 Aprile 2026

    In base ai dati di Eurostat, la crescita è stata trainata principalmente dai beni di consumo non durevoli, che hanno...

    Fonte: SYSPEO/SIPA / IPA

    L’UE invita Meta a riammettere gli assistenti IA terzi su Whatsapp

    di Giulia Torbidoni
    15 Aprile 2026

    Con una separata decisione iniziale, in collaborazione con l'autorità garante della concorrenza italiana, la Commissione ha esteso oggi l'indagine anche...

    Le bandiere UE e del Regno Unito. Fonte: Imagoeconomica

    UE e Regno Unito ufficializzano l’adesione di Londra ad Erasmus+ nel 2027

    di Caterina Mazzantini
    15 Aprile 2026

    Siglata l'intesa che ripristina gli scambi accademici post-Brexit. Per von der Leyen, le due sponde della Manica "godono da secoli...

    Filiera leguminosa - agricoltori - UE - Hansen

    L’UE punta sui legumi: “Meno dipendenza dalle importazioni e più sostegno agli agricoltori”

    di Annachiara Magenta annacmag
    15 Aprile 2026

    Il Piano Proteine della Commissione europea, atteso per giugno, punta a “trasformare le leguminose in un asset strategico per il...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione