Bruxelles – Vacanze sempre più un lusso per una parte degli europei. Nel 2025, il 27,5 per cento dei cittadini dell’Unione europea non è stato in grado di sostenere la spesa per una settimana di ferie all’anno lontano da casa. È quanto emerge dai nuovi dati di Eurostat, l’ufficio statistico dell’UE.
Rispetto al 2024, la quota è aumentata di 0,5 punti percentuali, segnalando un lieve peggioramento della situazione. Se si guarda al lungo periodo, però, il dato resta in netto miglioramento: rispetto al 2015, infatti, la percentuale di persone che non possono permettersi una settimana di ferie è diminuita di 7,7 punti percentuali. In totale, rispetto alla popolazione del 2025, ci sono un totale di 124.297.336 europei che sono stati costretti a restare a casa perché impossibilitati a pagarsi albergo e viaggio.
Le maggiori difficoltà si registrano in Romania, dove più della metà della popolazione, il 61,4 per cento, non può permettersi una settimana di vacanza fuori casa. Seguono la Grecia (46,6 per cento), mentre Bulgaria e Ungheria condividono la stessa quota, pari al 39,1 per cento.
Anche l’Italia si colloca al di sopra della media europea. Nel 2025, il 35,7 per cento degli italiani ha dichiarato di non potersi permettere una settimana di vacanza con pernottamento fuori casa, evidenziando come il costo delle ferie continui a rappresentare un ostacolo per oltre un cittadino su tre. Un peggioramento di 4,3 punti percentuali rispetto al dato italiano nel 2024, in cui il 31,4 per cento di cittadini italiani dichiarava di non poter andare via di casa per sette giorni. In totale in Italia ci sono oltre 21 milioni di cittadini incapaci di permettersi una settimana fuori casa per le proprie ferie. Non certo numeri gratificanti per un Paese membro del G7.
All’estremo opposto della classifica si trovano invece i Paesi con la minore incidenza di questa forma di deprivazione economica. In Lussemburgo la quota scende al 10,6 per cento, seguita dalla Svezia (12,4 per cento) e dai Paesi Bassi (12,8 per cento), a conferma di una maggiore capacità delle famiglie di sostenere le spese per il tempo libero.




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