(Aggiornato l’11 ottobre)
Bruxelles – “Un processo democratico” che però potrebbe portare ad un rinvio dell’entrata in carica, il primo novembre prossimo, della nuova Commissione europea. E’ quanto fa trasparire la presidente eletta Ursula von der Leyen in un comunicato, diffuso dopo la bocciatura della francese Sylvie Goulard come commissaria al mercato interno. Secondo alcune voci potrebbe esserci un rinvio di un mese, fino al primo dicembre, visto anche che in Romania è caduto il governo, prima che fosse stato indicato un nuovo candidato commissario, e visto che la stessa von der Leyen non ancora notificato al Parlamento il nome dei nuovo commissario designato dell’Ungheria.
La tedesca vorrebbe proporre un mini-pacchetto con tutti i tre i nomi mancanti in un unico momento. Una soluzione non sgradita al Parlamento, poiché da un punto di vista pratico renderebbe tutto più facile, con meno audizioni. Una soluzione che però inevitabilmente rischierebbe di allungare i tempi dell’insediamento dell’esecutivo comunitario.
“Siamo attualmente in un processo parlamentare democratico e trasparente. Ho proposto 26 candidati, 23 dei quali sono stati accettati. Tre candidati non hanno ottenuto il sostegno della maggioranza per vari motivi. Pertanto, le nomine per Ungheria, Romania e Francia sono ancora aperte”, spiega, burocratica, von der Leyen, che ha incontrato i presidenti dei gruppi PPE, S&D e Renew Europe al Parlamento europeo per discutere della situazione. “Ho anche incontrato il presidente del Parlamento europeo”, fa sapere.
“Non dobbiamo perdere di vista ciò che è in gioco: i prossimi cinque anni saranno decisivi per l’Europa in un contesto globale difficile”, sottolinea poi la tedesca. “L’Europa deve affrontare la Brexit, le questioni commerciali e i conflitti nelle immediate vicinanze. Dobbiamo anche far fronte a grandi sfide come i cambiamenti climatici, la digitalizzazione e i flussi migratori”.
Secondo la presidente eletta “con così tanto in gioco, ora è necessario, insieme al Parlamento, accelerare il processo in modo che l’Europa possa agire rapidamente. Allo stesso tempo, tutti i soggetti coinvolti nel processo hanno bisogno di tempo sufficiente per affrontare i passi successivi con cura. Questo deve essere un obiettivo comune”.



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