- L'Europa come non l'avete mai letta -
martedì, 8 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » La mimetica di Vestager

    La mimetica di Vestager

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    28 Novembre 2019
    in Editoriali
    Margrethe Vestager questa mattina nell'Aula di Strasburdo con Ursula von der Leyen

    Margrethe Vestager questa mattina nell'Aula di Strasburdo con Ursula von der Leyen

    Powered by powered by evolution group

    Margrethe Vestager vestita in mimetica nell’Aula del Parlamento europeo è forse l’immagine migliore per descrivere cosa aspetta questa Commissione, dopo i fasti della votazione di massa di ieri mattina.

    Ursula von der Leyen aveva una delle sue tipiche giacchette rosa confetto, ma sotto sicuramente aveva un tessuto da combattimento, anche lei sa bene che saranno anni difficili. Non solo per le sfide che ha davanti la Commissione in quanto tale, tutti i governi hanno cose più o meno complesse da fare, ma per le condizioni nelle quali dovrà lavorare. Il “nuovo inizio per l’Europa” promesso dalla tedesca davanti ai deputati è già un’ammissione di sconfitta, non di questo esecutivo, ma di quello precedente, che si era insediato al grido di “Commissione dell’ultima chance”. Evidentemente o ha fallito o non era l’ultima chance, oppure era solo un grido di battaglia, che vale quel che vale, per stimolare qualche voto in più, per darsi coraggio.

    Dunque secondo la nuova presidente della Commissione si deve dare “un nuovo inizio”, che non vuol dire ricominciare, non vuol dire negare il passato, ma vuol dire che oramai quel che è dietro le spalle è superato, non basta più e il futuro va rifondato. Il programma di lavoro è bello, in parte lo abbiamo sostenuto anche noi, tempo fa, con parole che von der Leyen ha usato oggi a Strasburgo: Clima come scelta esistenziale e di crescita, poi la digitalizzazione, la salute, la democratizzazione (un po’), un’Europa per i cittadini e non per i mercati… Come dire che non va bene?

    Le possibili imboscate però sono tante, e possono arrivare da ogni parte. Fa bene Vestager a mettersi una mimetica nel giorno del lancio, perché lo stesso Parlamento che ha largamente sostenuto ieri questa Commissione ha già mostrato di esser pronto a girarle le spalle, ed anche a non trovare l’unità interna necessaria per andare avanti. Forse ha un po’ di ragione il leghista Marco Zanni quando, da oppositore, dice che tanti voti a favore sono dovuti anche al voto palese, che ha limitato le defezioni.

    Poi, ammettendo che la Commissione al suo interno si solidale e forte come von der Leyen ha assicurato ai deputati, in che mare nuoterà? Molti indicano il presidente francese Emmanuel Macron come la difficoltà principale in questa Unione europea. Le sue idee forti, espresse spesso nei modi e nei tempi sbagliati, destabilizzano forse. La questione è che nonostante i modi, nella sostanza delle ragioni il francese le ha, il problema è che non ha con chi condividerle. Il forte traino franco tedesco non sembra esistere più, anche se la collaborazione tra i due governi resta quotidiana. In Germania la stella di Angela Merkel si va spegnendo, la cancelliera ha lasciato la guida del partito e lascerà anche quella del governo. Ma a chi? La sua candidata designata non sembra all’altezza, e altri candidati si fanno avanti con forza. E’ una composta instabilità alla tedesca, ma il risultato è che quello che era il Paese più solido dei 28 sta attraversando una fase di elaborazioni interne (e di problemi economici in parte responsabilità degli anni di governo di Merkel) che gli impedisce di avere una lucida visione del futuro.

    Il Regno Unito se se sta andando. Quando succederà non è dato saperlo al momento, ma questa attesa sta diventando snervante, alcune ricadute sono inevitabili anche nel sistema istituzionale dell’Unione, come ha dimostrato la complicata ed ancora non pienamente risolta questione della mancata nomina del commissario europeo britannico. Quando poi la separazione sarà avvenuta l’Unione, va ammesso, avrà perso un partner che, più in passato che negli ultimi quattro o cinque anni, è stato importante per l’economia, per la politica estera, per la difesa e la sicurezza. Si dovranno trovare nuovi equilibri, e questo riguarderà molto anche i sempre insoddisfatti Paesi del Nord come l’Olanda, che tradizionalmente si facevano scudo dietro Londra e che ora dovranno trovare nuove strategie ed alleati.

    C’è poi l’Italia, dove al momento c’è un governo “amico” dell’Unione, ma che traballa, dove comunque prima o poi, forse prima che poi, si tornerà a votare, e dove la Lega di Matteo Salvini con i suoi alleati di destra ed estrema destra con i quali Bruxelles ha già avuto difficili relazioni, sono visti come i vincenti. C’è poi l’Ungheria di Orban, che ha mostrato la sua forza ottenendo quel commissario all’Allargamento e Vicinato che ha alienato molti voti di fiducia a von der Leyen, la Polonia dove il Pis ha recentemente confermato la sua forza.

    La Spagna non si capisce dove vada: un fragile governo di minoranza, di maggioranza risicata, a nuove elezioni?

    Per non dire delle situazione economica complessiva nell’UE che non sembra decidersi a girare verso una ripresa vera, cosa che tradizionalmente acuisce le chiusure dei Paesi e smonta la solidarietà.

    I progetti invece sono tanti e ambiziosi, dal Green Deal che dovrebbe rivoluzionare l’economia europea all’Unione fiscale, al programma finanziario pluriennale, che per ammissione della stessa presidenza di turno finlandese è ancora lontano dall’essere condiviso.

    Sì, probabilmente prepararsi a un periodo pieno di insidie è un atteggiamento prudente.

    Tags: commissione europeafiduciafuturoMargrethe Vestagerparlamento europeoursula von der leyen

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Sede centrale di Eurojust a L'Aja (Paesi Bassi). Crediti: Eurojust
    Le Brevi

    Lotta alla criminalità transnazionale, l’UE valuta nuovi partnenariati tra Eurojust e i Paesi terzi

    7 Settembre 2026
    Da sinistra a destra il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la prima ministra della Danimarca, Mette Frederiksen. Crediti: Commissione europea
    Politica Estera

    Groenlandia, dall’UE una partnership rinnovata e 200 milioni di euro in investimenti

    7 Settembre 2026
    Mucche. Crediti: Carolien van Oijen via Unsplash
    Agrifood

    Brasile, UE: le importazioni di carne riprenderanno quando rispetteranno le norme comunitarie

    4 Settembre 2026
    Gas
    Le Brevi

    Gas, nessun rischio immediato per l’UE: “Il sistema può far fronte al prossimo inverno”

    3 Settembre 2026
    Dogana. Crediti: Elevate via Unsplash
    Le Brevi

    UE, sì del Consiglio alla riforma delle dogane. Dal 1 novembre, tassa di gestione dei piccoli pacchi

    3 Settembre 2026
    Bambina sui social. Crediti: Sanket Mishra via Unsplash
    Net & Tech

    Minori online, UE: “Meta e Tiktok creano dipendenza nei nostri bambini, non lo tollereremo”

    3 Settembre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Rimpatri migranti Frontex

    33 mila rimpatri nei primi sei mesi del 2026, ma non basta. Frontex chiede di rafforzare ancora il sistema

    di Annachiara Magenta annacmag
    7 Settembre 2026

    La gestione della migrazione in UE sta andando secondo i piani voluti da Palazzo Berlaymont: rispetto alla prima metà del...

    Sede centrale di Eurojust a L'Aja (Paesi Bassi). Crediti: Eurojust

    Lotta alla criminalità transnazionale, l’UE valuta nuovi partnenariati tra Eurojust e i Paesi terzi

    di Iolanda Cuomo
    7 Settembre 2026

    Bruxelles - Favorire una maggiore cooperazione tra tribunali e pubblici ministeri nella lotta contro la criminalità organizzata. È questo l'obiettivo...

    Da sinistra a destra il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la prima ministra della Danimarca, Mette Frederiksen. Crediti: Commissione europea

    Groenlandia, dall’UE una partnership rinnovata e 200 milioni di euro in investimenti

    di Iolanda Cuomo
    7 Settembre 2026

    Connettività, energia pulita e materie prime critiche sono al centro della relazione. Ma la presidente della Commissione europea ne approfitta...

    Gli inviati USA Steve Witkoff e Jared Kushner con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Source: Imagoeconomica

    Ucraina, UE: “Viaggio inviati USA a Kiev? Sosteniamo ogni sforzo verso una pace giusta”

    di Redazione eunewsit
    7 Settembre 2026

    Bruxelles - L'Unione europea accoglie la visita a Kiev degli inviati speciali USA, Jared Kushner e Steve Witkoff - dopo...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione