Bruxelles – Intervenuta all’apertura del vertice europeo sull’istruzione la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha insistito sull’essenzialità della trasformazione digitale, tema che ha caratterizzato la terza edizione dell’evento in virtù della centralità che le modalità alternative della didattica stanno acquisendo durante la pandemia di Covid-19.
Von der Leyen ha evidenziato come il coronavirus abbia rappresentato una prova importante per le scuole e le università, affidando alle tecnologie il compito di erogare la didattica e la formazione. “La pandemia però ci ha mostrato anche le carenze che dobbiamo colmare. La Commissione sta facendo il possibile per aiutare studenti e insegnanti in questo periodo difficile. Dobbiamo essere capaci di integrare maggiormente la tecnologia ai nostri sistema scolastici, perché se in molti casi sta aiutando molti studenti a imparare, per altri costituisce una barriera difficile da superare in termini di accesso, equipaggiamento e capacità. Per tale ragione quest’anno il summit è dedicato alla trasformazione digitale nell’istruzione”.
L’inquilina di palazzo Berlaymont ha citato i principali obiettivi del piano d’azione per l’istruzione digitale, richiamando inoltre in causa gli obiettivi che la Commissione si è data per la creazione di uno Spazio europeo dell’istruzione. “Abbiamo stabilito i punti cardine della nostra strategia per il 2030”, ha proseguito von der Leyen. Secondo i traguardi fissati dalla Commissione entro l’inizio del nuovo decennio la percentuale dei quindicenni con risultati insufficienti in lettura, matematica e scienze dovrebbe diminuire al 15 per cento, la quota di studenti di terza media con competenze informatiche dovrebbe abbassarsi al 15 per cento e la percentuale dei giovani europei tra i 20 e i 24 anni che è in possesso di un titolo di scuola superiore dovrebbe aumentare al 90 per cento. “Sono obiettivi ambiziosi, ma raggiungibili e “, ha affermato von der Leyen.
Rivolgendosi agli studenti ha poi insistito sull’opportunità dei fondi stanziati per il digitale dal piano Next Generation EU. “Assicuratevi che la vostra scuola, la vostra università e il vostro Paese facciano il possibile per cogliere l’opportunità di portare la banda larga in ogni edificio scolastico e universitario”. Più in generale ha ribadito l’importanza di coinvolgere i giovani nella trasformazione digitale: “Dobbiamo ascoltare gli studenti. Ci indicano la strada. Ogni venerdì, rinunciando ad andare a scuola, hanno portato nel cuore delle nostre città quello che sentivano nel loro cuore”.
Malgrado la mano tesa della tecnologia, fondamentale per contrastare il duro attacco arrecato dal coronavirus all’istruzione, von der Leyen non ha difeso i limiti della didattica a distanza. “La scuola online ci ha permesso di superare grandi ostacoli e ci ha mostrato cosa abbiamo da perdere: i contatti personali. Non prendiamoci in giro: gli insegnanti restano indispensabili. Le interazioni personali in classe sono indispensabili. E per individui che provengono da contesti differenti rimarrà indispensabile l’apprendimento e il lavoro di gruppo”.

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