colonna sonora: Piero Piccioni – Samba della Ruota
Nelle infinite differenze che dividono la società esistono delle situazioni superiori che scatenano in ogni essere umano gli stessi identici comportamenti.
Proviamo ad immaginare il vernissage di un artista concettual-chic, la prima di un’opera lirica e l’inaugurazione del pizzicarolo all’angolo: atmosfere, ambienti e persone completamente differenti. Eppure la risposta atavica ad un preciso richiamo sarà la stessa per tutti, a prescindere da istruzione, età, etnia e conto in banca.
“Il Buffet è aperto!”
Qualunque cosa stessero facendo, fosse un’interpretazione di Brahms con l’arpa o un selfie di gruppo, i presenti cesseranno l’attività dando forma ad una massa caotica, senza controllo, che si raccoglierà disordinatamente intorno al tavolo imbandito, interrompendo conversazioni, dividendo famiglie, calpestando i più deboli, terrorizzando i camerieri.
Secondo uno studio dell’Università di Colleferro, durante un buffet avviene la maggior parte delle crisi coniugali, rotture di amicizia, licenziamenti e ferite da arma da taglio; il 34% dei partecipanti smette di mangiare 2 giorni prima dell’evento, il 3% si fa una lavanda gastrica al mattino, il 45% arriva correndo per aumentare la fame, lo 0,02% viene mangiato dagli altri per errore.
I buffet, a livello organizzativo, si dividono in “custoditi” (con la presenza dei camerieri) e “anarchici”. Il secondo caso è quello più pericoloso perché di fronte ai professionisti del catering di solito si cerca di mantenere un contegno.
Il nome sembra derivare dai tempi dell’impero romano, quando Cesare dopo un’importante vittoria volle festeggiare regalando al popolo una gigantesca tavola colma di cibo, al grido di “Abbuffateve”; nel tardo rinascimento i francesi lo storpiarono in “A buffet” e col tempo, essendo la A privativa per antonomasia, divenne solo “buffet”.
Ma vediamo nel dettaglio i principali avventori e i tipi di organizzazione.
L’UOMO COI BAFFI
Si presenta al buffet perfettamente rasato, fa il giro del tavolo con ampi sorrisi e si allontana a mangiare in disparte. Dopo aver ripulito il piatto sgattaiola in bagno per uscirne pochi minuti dopo con un vistoso paio di baffi posticci. Ripete il giro con ampi sorrisi e mangia a sbafo per la seconda volta. I più abili applicano anche la variante “barba posticcia” per poter fare un terzo giro. Molto più raro il caso de “l’uomo col rasoio” che si presenta con la barba al primo giro, per poi andarsi a radere velocemente in bagno; di solito è quello che sanguina dal collo. La tattica dei baffi può essere utilizzata anche dalle donne, ma è meno efficace.
L’EQUILIBRISTA
E’ in grado di fare entrare in un piatto fino a cinque volte e mezzo quello che riescono a metterci gli altri. La sua portata può raggiungere anche i 2 metri d’altezza ed è perfettamente calcolata secondo l’ordine con cui intende mangiare il cibo; i più esperti alla base della piramide hanno caffè e digestivo. L’architetto canadese Johnatan Wilson nel 1983 riuscì a comporre un piatto alto 13 metri, ancora esposto al Guggenheim di New York.
IL DIETISTA
E’ uno dei più odiati dai camerieri. Per ogni pietanza chiede nel dettaglio gli ingredienti, i modi di cottura e la quantità di calorie contenute. Di solito si riempie il piatto di verdure crude e yogurt, si lamenta dell’assenza di tofu e pretende il dolcificante per il caffè. Guarda con occhio critico gli altri ospiti commentando ad alta voce i grassi che vengono assunti. Spesso viene ritrovato nascosto nei bagni che si ingozza quintali di tiramisu.
IL FINTO CAMERIERE
Si tratta di un abile trasformista che senza farsi notare passa dall’altra parte del bancone ed inizia a servire gli ospiti con professionalità, mentre furtivamente rovescia intere pirofile di cibo in una valigia nascosta sotto al tavolo.
L’AUTORE
Arriva davanti al cameriere con due piatti, chiedendo una seconda porzione per… e qui inizia delle complicatissime sceneggiature per giustificare il fatto che l’altra persona non può venire a prendersi il cibo da sola. Può trattarsi di una bella ragazza appena conosciuta alla quale vuol fare la corte perché le ricorda l’amore della sua vita tragicamente morta nell’esplosione di un laboratorio chimico in Antartide, o di un vecchio professore tetraplegico che sta conducendo degli studi segreti sui viaggi nel tempo per conto del governo israeliano. Alcuni pagano anche delle controfigure nonvedenti o sulle stampelle da indicare in lontananza. Poi mangiano entrambi i piatti.
IL MISCELATORE
Pur di prendere la maggior quantità possibile di cibo prima che gli altri lo finiscano mette tutto insieme nel piatto, mischiando senza ritegno pasta, carne, pesce, frutta e dolci. Spesso viene portato via in ambulanza.
BUFFET DESIGN
Sono curatissimi a livello estetico: recipienti futuristici, abbinamenti originali, salse multicolore. Visti gli alti costi degli ornamenti e degli chef ingaggiati, il cibo di solito scarseggia. I più rinomati sono totalmente senza pietanze. Quasi sempre finisce in rissa.
FINGER FOOD
Questa nuova tendenza americana di non usare le posate si traduce in gente unta fino ai gomiti che alla fine non riesce nemmeno a tenere il bicchiere in mano. Il nome ha anche creato dei malintesi: un ristoratore di Albano, avendo tradotto il significato alla lettera, ha servito in sala degli antipasti di dita umane.
GHOST GLASS
Caratterizzati dalla presenza di solerti camerieri che ispezionano la sala alla ricerca di bicchieri incustoditi da portar via. Ma dalla solerzia alla compulsione il passo è breve e può capitare che i bicchieri spariscano nei pochi secondi in cui vi voltate a salutare qualcuno o per sternutire. Alcuni camerieri si nascondono sotto i tavoli per poi scattare rapidissimi appena sentono il rumore del vetro sul piano.
SANDWICH SURPRISE
Molto diffusi all’estero, sono la versione globalizzata dei panini delle feste delle medie, ma invece dei classici prosciutto o salame al loro interno vi si può trovare di tutto: pasta di granchio e ananas, carne cruda e nutella, patè di cinghiale e segatura. Una signora di Lione ci ha ritrovato il barboncino perso un anno prima. Vivo.
FANTASY NAMES
Sono normali buffet a base di piatti tradizionali che però vengono indicati con nomi fantasiosissimi. Si può gustare il “cefalopode anellato natante in succo di oliva bollente” (calamari alla romana) o il “multistrato sugoso di carne in salsa di derivati del latte” (lasagne). I più ricercati presentano lo stesso identico piatto con etichette del nome diverso.
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Buon uichènd a chi se ne frega dell’etichetta, e la stacca con le unghie per attaccarsela sulla Smemoranda.


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