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    Home » Politica » I “panini cinesi” che mettono nei guai l’eurodeputato Jan Zahradil

    I “panini cinesi” che mettono nei guai l’eurodeputato Jan Zahradil

    Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha incaricato un comitato di europarlamentari di indagare sui finanziamenti ricevuti dall'ambasciata cinese a Bruxelles per una riunione del gruppo di amicizia UE-Cina, più volte definito come il cavallo di troia della propaganda del regime di Pechino all'Eurocamera

    Gianluca Martucci</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@GianMartucci" target="_blank">@GianMartucci</a> di Gianluca Martucci @GianMartucci
    9 Aprile 2021
    in Politica
    Jan Zahradil, eurodeputato del partito europeo dei Conservatori e Riformisti (ECR)

    Jan Zahradil, eurodeputato del partito europeo dei Conservatori e Riformisti (ECR)

    Bruxelles – Aveva promesso agli invitati “champagne e canapé” per ravvivare le attività del gruppo informale che presiedeva, ma senza rendicontare ufficialmente il patrocinio dell’ambasciata cinese. È per questo motivo che, secondo quanto conferma il magazine olandese Follow the Money, l’eurodeputato conservatore ceco Jan Zahradil è finito nella lente del Parlamento europeo, che ha avviato un’indagine formale per violazione del codice di condotta dell’Eurocamera.

    I fatti risalgono a ottobre 2019, quando in uno dei locali del Parlamento di Strasburgo Zahradil, esponente di spicco del gruppo informale di amicizia UE-Cina, aveva chiesto ad alcuni suoi colleghi appena eletti di fare il possibile per sollecitare l’Unione Europea a “liberarsi dell’aspra concorrenza” con la Cina. Il tutto accompagnato da un rinfresco organizzato a spese dell’ambasciata di Pechino a Bruxelles, che però non sarebbero state dichiarate.

    Come ha spiegato in un articolo Politico le riunioni dei gruppi di amicizia con i Paesi extra-europei esistenti nel Parlamento europeo sono una routine, una forma di lobby interna che cerca di promuovere gli interessi con altri partner internazionali come gli Emirati Arabi o Taiwan. In virtù del suo ruolo di vice-presidente della commissione parlamentare sul Commercio internazionale (INTA), tuttavia, Zahradil è stato sempre nella condizione di poter dare una certa rilevanza alle relazioni con la Cina nei lavori dell’Eurocamera e di accedere facilmente a documenti riservati relativi alle negoziazioni tra Pechino e la Commissione europea. Lo stesso regime comunista ha più volte finanziato le trasferte in Cina dei membri del gruppo di amicizia, che hanno costituito a lungo delle missioni parallele alle attività svolte dalla delegazione ufficiale del Parlamento europeo per le relazioni con la Cina presieduta dall’eurodeputato dei Verdi Reinhard Bütikofer.

    Ma al di là degli imbarazzi istituzionali provocati dai lavori del gruppo di amicizia UE-Cina, a venire meno durante l’evento del 23 ottobre 2019 sarebbe stato il rispetto delle regole che il Parlamento europeo si è dato rispetto alle organizzazioni informali e quindi anche ai gruppi di amicizia. Un emendamento alle regole procedurali dell’istituzione approvato a gennaio 2019 prevede che tali gruppi , debbano dichiarare pubblicamente “qualsiasi sostegno, sia in denaro o in qualsiasi altra forma” (sebbene i gruppi di amicizia non siano tenuti a dichiarare la loro esistenza).

    L’atto omissivo di Zahradil e dei suoi colleghi, portato alla luce a novembre 2020 da Politico, ha indotto il presidente dell’emiciclo David Sassoli, consultatosi con Bütikofer, a chiedere a un comitato speciale di eurodeputati responsabile di vigilare sul codice di condotta del Parlamento di indagare sui presunti finanziamenti non dichiarati dal gruppo di amicizia UE-Cina.

    La vicenda “dei panini cinesi” (come è stata ribattezzata dai media) ha poi indotto lo stesso Zahradil ha sospendere le attività del gruppo “per proteggerlo dalle speculazioni giornalistiche e in attesa di regole più chiare sul funzionamento dei gruppi informali”. L’episodio del rinfresco ha però portato alla luce i connotati poco chiari del gruppo di amicizia, considerato spesso come una talpa della propaganda cinese nel Parlamento europeo.

    A Zahdaril, che all’epoca dei fatti era presidente del partito europeo dei Conservatori e Riformisti (lo ha sostituito Giorgia Meloni nel settembre 2020) e che nel 2019 era stato il candidato del partito alla presidenza della Commissione europea, è stata mossa l’accusa di aver agito all’interno della commissione INTA in pieno conflitto di interessi. Una critica che lo aveva già coinvolto sempre nel 2019, quando dovette lasciare il ruolo di relatore di un accordo commerciale UE-Vietnam per non aver dichiarato la sua appartenenza al comitato consultivo di un’associazione che promuoveva gli interessi del partner indocinese.

    Il comitato che dovrà verificare se Zahdaril e i suoi abbiano violato il codice di condotta del Parlamento europeo agisce sempre in maniera costruttiva, tentando di evitare il più possibile di applicare sanzioni. Ma da più parti l’Eurocamera chiede che venga istituito un organismo indipendente per i casi come quello del gruppo di amicizia UE-Cina.

    “Il comitato consultivo composto solamente da europarlamentari che sta indagando sul caso di Zahdaril non ha emesso neanche una sanzione nell’ultimo anno”, ha scritto su Twitter l’eurodeputato dei Verdi Daniel Freund. “Il sistema degli eurodeputati che controllano sui loro colleghi non funziona. Serve un organismo di etica indipendente!”.

    “È deplorevole che un deputato europeo debba controllarne un altro”, ha dichiarato l’eurodeputato ceco del partito dei Pirati Mikuláš Peksa alla testata ceca “Lettere parlamentari”. “Tutti gli europarlamentari rappresentano la volontà degli elettori del loro Paese e potendo incontrare Zahradil in qualsiasi momento durante le negoziazioni che si fanno in Parlamento non sono incentivati a giudicarlo rigorosamente. L’unica soluzione è creare un organismo etico indipendente che valga per tutte le istituzioni dell’UE che abbia tutte le competenze per indagare e applicare le dovute sanzioni”.

    Tags: codice di condotta parlamento europeoconservatori e riformisti europeiDaniel FreundDavid SassoliEcrgiorgia melonigruppo di amicizia UE-CinaJan ZahradilMikuláš Peksaparlamento europeoReinhard Bütikofer

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