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    Home » Politica » Il Vertice europeo tra l’embargo al petrolio russo e l’apertura sul tetto al prezzo del gas

    Il Vertice europeo tra l’embargo al petrolio russo e l’apertura sul tetto al prezzo del gas

    La due-giorni si chiude con la richiesta alla Commissione di esplorare tutte le opzioni per affrontare l'impennata dei prezzi dell'energia di fronte alla crisi in Ucraina

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    31 Maggio 2022
    in Politica

    Bruxelles – Non solo embargo sul petrolio russo. Il Vertice Ue straordinario che si è tenuto a Bruxelles lunedì e martedì si chiude con la richiesta alla Commissione Europea di esplorare tutte le opzioni per affrontare l’impennata dei prezzi dell’energia di fronte alla crisi in Ucraina. Tra queste, i leader chiedono all’Esecutivo comunitario di studiare “la fattibilità” di imporre a livello europeo “tetti temporanei dei prezzi all’importazione” dell’energia, che dovrebbero essere esplorati anche in “coordinamento i partner internazionali”, si legge nelle conclusioni.

    L’invito a studiarne la fattibilità non significa che sarà introdotto un tetto temporaneo al prezzo del gas. Ma di fatto è una apertura da parte dei leader Ue a studiare in modo più approfondito a livello europeo la richiesta di fissare un tetto temporaneo ai prezzi del gas e dell’elettricità nel mercato dell’Ue, analizzandone i potenziali effetti negativi e positivi nel quadro del rincaro energetico che l’Europa vive dallo scorso autunno e che si è intensificato a causa delle tensioni geopolitiche con la Russia. Ora una apertura c’è, anche da parte dei Paesi del Nord Europa, come Germania e Paesi Bassi, che fino a ora si erano detti contrari a un intervento massiccio sul mercato.

    Rispetto all’ultima bozza di conclusioni circolata a Bruxelles alla vigilia del Vertice, la versione finale delle conclusioni aggiunge un riferimento all’energia “importata”, ma non c’è un accenno specifico al gas importato dalla Russia, su cui invece aveva spinto Draghi. La richiesta portata a Bruxelles dal premier italiano era infatti molto specifica per fissare un prezzo al tetto importato solo dalla Russia e attraverso i gasdotti. La differenza è di sostanza, perché la proposta italiana era mirata a far valere il potere d’acquisto dell’UE come principale acquirente dei combustibili russi e imporre in questo modo una sanzione indiretta al Cremlino.

    Alla due giorni di Vertice UE a Bruxelles, i capi di stato e governo hanno “compreso l’importanza di lavorare anche con i nostri partner e esplorare la possibilità di fissare un tetto ai prezzi” energia “sulle importazioni”, ha sintetizzato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in conferenza stampa al termine del Summit. I leader dell’UE hanno discusso di energia come una “sfida fondamentale per tutti noi” da affrontare uniti come “Unione europea”, ha aggiunto. I capi di stato e governo hanno avuto un primo “scambio di idee” sul piano presentato dalla Commissione Ue ‘REPowerEU’ per dire addio ai combustibili fossili russi entro il 2027, attraverso la spinta sulle energie rinnovabili, efficienza energetica e maggiori investimenti nelle infrastrutture energetiche.

    In caso di shock nell’approvvigionamento di gas – dopo che Mosca ha tagliato le forniture a Polonia, Bulgaria e Finlandia, e ancora Danimarca e Paesi Bassi – i leader hanno convenuto di dover migliorare la preparazione a eventuali interruzioni delle forniture e la resilienza del mercato del gas dell’UE, attraverso accordi bilaterali di solidarietà e un piano di emergenza coordinato a livello europeo per far fronte a eventuali tagli. “Il riempimento dello stoccaggio prima del prossimo inverno dovrebbe essere accelerato”, scrivono i leader accogliendo “con favore l’accordo sullo stoccaggio del gas e chiedendone la rapida attuazione”. La Commissione UE vuole che gli Stati abbiano entro l’inverno le riserve di gas piene al 80 per cento della propria capacità, una quota che salirà al 90 per cento a partire dal 2023. Secondo le stime fornite dalla presidente Ursula von der Leyen le “nostre riserve di gas sono già piene al 41 per cento della propria capacità, 5 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”, ha assicurato.

    Parte centrale del Vertice che si chiude a Bruxelles è però l’accordo politico raggiunto nella notte tra lunedì e martedì dai leader dell’Unione europea per un embargo sulle importazioni di petrolio russo che entrerà in vigore verso la fine dell’anno. L’accordo per ora prevede una esenzione sulle importazioni di petrolio attraverso gli oleodotti che trasportano il greggio in Ungheria, Slovacchia e Repubblica ceca, Paesi dipendenti dalla Russia e senza sbocco sul mare. Il via libera di massima – che andrà dettagliato mercoledì dagli ambasciatori – raggiunto a tarda notte è arrivato “quando la Russia ha deciso di tagliare le forniture a ormai cinque Paesi dell’UE: dopo Finlandia, Bulgaria e Polonia ora anche Paesi Bassi e Danimarca. La nostra risposta deve essere chiara su come realmente ci libereremo dalle importazioni dalla Russia e questa risposta è il piano ‘REPowerEU’”, ha detto ancora von der Leyen in conferenza stampa. Il piano che potenzialmente potrebbe mobilitare fino a 300 miliardi di euro si basa su tre pilastri: rinnovabili, abbattimento consumi energetici e investimenti in nuove infrastrutture e interconnessioni.

    Tags: consiglio europeopetrolio russoukrainevertice europeo

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