L’Italia userà il semestre di presidenza per discutere di flessibilità. Si intende avviare, già da domani, in occasione dell’Ecofin presieduto da Pier Carlo Padoan, una riflessione su come tradurre in pratica quelle misure previste dal patto di stabilità e crescita finora rimaste inutilizzate. Fonti della presidenza non fanno mistero della delicatezza della questione, legata alle diverse sensibilità interne al Consiglio. “Se proponiamo un ragionamento sulla flessibilità – si riflette a Bruxelles – i rigoristi ci dicono che l’aumento della spesa pubblica non è sinonimo di crescita”.
L’Italia non intende rivedere le regole, né ridiscutere i patti. Un principio più volte ribadito dal presidente del consiglio, Matteo Renzi. Semplicemente “in questi ultimi anni ci si è concentrati solo sulla stabilità, mentre non è stata molto sviluppata la parte del patto di stabilità e crescita relativa alla crescita”. Un concetto non nuovo, ma l’Italia cercherà di capire come rendere possibili le riforme senza le ingessature delle rigidità finora seguite. La questione sul tavolo è pratica, e la presidenza di turno la porrà sul tavolo già domani: come deve essere usata la flessibilità prevista dal patto? E quindi, quali sono le misure di flessibilità e i modi per fare uso dei meccanismi di flessibili?
“Abbiamo delle idee” in merito, fanno sapere dalla presidenza italiana, e “vogliamo discuterne con gli Stati membri”. Il dibattito comincerà già domani, quando il titolare del Tesoro presenterà – in sessione pubblica – il programma di lavoro della presidenza italiana. Un dibattito tanto più doveroso visto che per la fine dell’anno si dovrà provvedere a rivedere i trattati di modifica al patto di stabilità e crescita (six pack e two pack). Per la fine del 2014 è previsto che scatti la clausola di revisione dei questi due trattati per vedere se e come modificarli alla luce dei risultati ottenuti e di come hanno influenzato le politiche dei paesi membri.
Sarà dunque l’Italia a gestire questo momento di riflessione sui patti europei, e già da domani si comincerà a discutere su cosa sia la flessibilità e come questa deve essere usata, fermo restando che il processo di riforme è inevitabile. L’Italia assicurerà in tal senso sui propri impegni. “Sappiamo che le riforme ci servono a prescindere da tutto e in Italia le portiamo avanti indipendentemente dal patto di stabilità e dalle raccomandazioni della Commissione”, ripetono fonti italiane.

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![La riunione dell'Ecofin [Bruxelles, 5 maggio 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/ecofin-260505-350x250.jpg)










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