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    Home » Politica » Il 2014 europeo dalla A alla Z

    Il 2014 europeo dalla A alla Z

    Dalle elezioni alla presidenza di turno italiana dell'Ue. Quello appena concluso, è stato un anno europeo denso di avvenimenti. Ecco, dalla A alla Z, tutto quello che ci ricorderemo di questo 2014 appena concluso

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    2 Gennaio 2015
    in Politica

    ALLARGAMENTO: il 2014 è l’anno che segna il rallentamento del processo di adesione all’Ue. Il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ha messo in chiaro che nel corso del suo intero mandato l’Unione europea rimarrà a ventotto stati. Dunque nessun nuovo ingresso per i prossimi cinque anni, con il vecchio commissario per l’Allargamento che diventa commissario per le Politiche di vicinato.

    BCE: la Banca centrale europea si rinnova con l’entrata in vigore del meccanismo unico di risoluzione bancaria. Da novembre iniziate le attività di sorveglianza degli istituti di credito. Istituito anche il Comitato unico di risoluzione, composto anche da rappresentanti dell’Eurotower.

    COMMISSIONE EUROPEA: stravolto e ripensato l’esecutivo comunitario. Diversa strutturazione – più collegiale – e diversa natura – più politica – i tratti caratterizzanti la Commissione Juncker. Un primo vicepresidente, braccio destro del presidente, e altri sei vicepresidenti nel ruolo di coordinatori degli altri commissari. Dossier discussi e sviluppati per aree tematiche e non più per singolo portafogli, con commissari chiamati a lavorare assieme. Una novità.

    DIBATTITO SULLA FLESSIBILITA’: ha animato il dialogo europeo prima, durante e dopo le elezioni europee. Italia e Francia in particolar modo hanno chiesto più e più volte di riconoscere e applicare quell’allentamento dei vincoli del patto di stabilità previsti dal trattato medesimo. Una condizione alla base del patto socialisti-popolari per l’elezione di Juncker a presidente della Commissione europea.

    EBOLA: nel 2014 Ue impegnata a fare fronte all’esplosione dell’epidemia di Ebola in Africa occidentale. Per contrastare il contagio, partito da Guinea, Liberia e Sierra Leone, l’Europa stanzia oltre un miliardo di aiuti e nomina il commissario europeo per gli aiuti umanitari, Christos Stylianides, come coordinatore unico.

    FEDERICA MOGHERINI: la nuova “lady Pesc” è l’italiana Federica Mogherini, uno dei principali successi di Matteo Renzi in Europa. Il presidente del Consiglio l’ha voluta alla guida della politica estera e di sicurezza dell’Ue e alla fine l’ha spuntata. All’inizio ritenuta non all’altezza perché non esperta, rappresenta il rinnovamento europeo e della classe politica europea.

    GRECIA: nell’anno del semestre di presidenza del Consiglio Ue la nuova crisi politica del paese ellenico, che si consuma a dicembre con l’annuncio di elezioni presidenziali per il 25 gennaio. Si teme la vittoria o l’avanzata del partito euro-critico Syryza. Grecia verso una situazione di ingovernabilità e al centro di una crisi di fiducia?

    HERMAN VAN ROMPUY: Finisce, dopo due mandati, l’incarico del primo presidente permanente del Consiglio europeo nominato dopo l’entrata in vigore del trattato di Lisbona, il belga, Herman Van Rompuy. Al suo posto, l’ex premier polacco, Donald Tusk.

    ITALIA: presidenza di turno del Consiglio Ue undici anni dopo l’ultima volta. Il 2014 europeo, almeno in Italia, verrà ricordato per questo.

    JEAN-CLAUDE JUNCKER: I’uomo europeo dell’anno. Colui che ha permesso al Ppe di vincere le elezioni europee e aggiudicarsi il ruolo di presidente della Commissione europea. Lui, che è in Europa da una vita – prima come ministro lussemburghese, poi come primo ministro e presidente dell’Eurogruppo – continuerà a far parte della storia dell’Ue.

    KÖNIG: Elke König, ovvero il presidente del neonato Comitato di risoluzione delle crisi bancarie. Personalità e istituzione che forse a molti diranno poco, ma quel che conta qui è il nome. Elke König è un tedesco, e in tedesco “König” significa “re”. Una rappresentazione allegorica del potere tedesco in Europa?

    LUXLEAKS: lo scandalo che travolge Juncker per il regime fiscale agevolato concesso dal governo lussemburghese alle grandi aziende. Le rivelazioni escono a ridosso della sua elezione in Parlamento, e una seconda ondata di viene pubblicata nel giorno in cui presta giuramento alla Corte di giustizia. Le rivelazioni lo costringono a promettere nuove regole in materia di regime fiscale in cambio della fiducia del Parlamento.

    M5S: il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo arriva in Europa con diciassette eurodeputati. La delegazione dà vita al gruppo Efdd con gli euroscettici britannici dell’Ukip e, quando il gruppo si scioglie, viene salvata dall’estremista polacco Janusz Korwin-Mikke, noto per le sue posizioni contro le donne.

    NORDICI: acquistano sempre più peso in vetta all’Ue. Non solo il polacco, Donald Tusk conquista la guida del Consiglio europeo. Ruoli chiave nel nuovo esecutivo comunitario sono ricoperti dal finlandese, Jyrki Katainen, commissario a lavoro, crescita e investimenti e dal lettone, Vladis Dombrovskis, responsabile per euro e dialogo sociale. Entrambi, con la carica di vicepresidenti, hanno diritto di veto sul francese, Pierre Moscovici, commissario agli Affari economici.

    OGM: i 2014 segna l’anno in cui l’Unione europea trova un accordo sugli Organismi geneticamente modificato. L’Ue riconosce libertà di scelta agli Stati membri nell’autorizzazione o meno alla coltivazione del transgenico.

    PIANO PER GLI INVESTIMENTI: è la strategia con cui Juncker intende far ripartire l’economia dell’Ue. Si tratta di un piano per l’attrazione di 300 miliardi di euro in tre anni. Juncker ci vince le elezioni con questa promessa, forse eccessiva. Alla fine si rivela un piano finanziario senza un centesimo, e Juncker chiede agli stati contributi nazionali per finanziarlo. In cambio non si conteggerà il contributo al piano in sede di calcolo di deficit e debito

    QUOTE ROSA: la prima promessa mancata di Juncker, ma non solo per colpa sua. Il lussemburghese aveva promesso più donne nella suo collegio di commissari, ma alla fine è riuscito a confermare il numero presente nel collegio precedente, quello di Barroso. Nove donne, un risultato che non è piaciuto al Parlamento europeo. Ma va ricordato che sono gli Stati a proporre i candidati, quindi qui la responsabilità ricade sui governi nazionali.

    REPUBBLICA CENTRAFRICANA: l’Ue ad aprile approva l’avvia di una missione militare nel paese africano. L’Ue invia uomini e mezzi per far cessare le violenze. Alla missione, della durata di sei mesi, partecipano Estonia, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia.

    SOYUZ: la società spaziale russa responsabile della messa in orbita dei satelliti del sistema di Gps europeo “Galileo”, ad agosto sbaglia il lancio di due satelliti, che si fermano 8.000 metri prima del previsto e finiscono su un’orbita sbagliata. Un danno economico ingente per l’Ue (ogni lancio costa circa 100 milioni, e ogni satellite circa 2,5 milioni di euro), oltra al rischio di compromettere l’intero progetto Galileo, che paga direttamente la Commissione europea.

    TRITON: è la nuova missione dell’Ue per il controllo delle frontiere esterne, finanziata dall’Unione europea. Deve imprimere la svolta nella gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo, ma finisce con creare un “caso”. L’Ue non la ritiene l’alternativa all’operazione italiana “Mare Nostrum”, l’Italia invece sì e la smantella.

    UCRAINA: è l’anno che segna la crisi maggiore nell’ex repubblica sovietica e il deterioramento più forte nei rapporti Ue-Russia. Il 17 luglio un aereo della Malaysia Airlines viene abbattuto nella provincia di Donetsk, contesa tra filo-russi e ucraini. Si pensa un abbattimento dei filo-russi, riforniti di armi da Mosca. L’Ue inasprisce le sanzioni contro la Russia.

    VIOLETA BULC: protagonista involontaria del processo di rinnovo della Commissione europea. L’attuale commissario europeo per i Trasporti ha rimpiazzato Alenka Bratusek, autocandidatasi nel bel mezzo di una crisi di governo senza alcun appoggio, neppure del suo partito. Bulc ha dovuto presentarsi all’ultimo momento, quando le pressioni europee e sloveno hanno indotto Bratusek a fare un passo indietro. Juncker ha strappato, in questa bagarre, una donna per il suo collegio.

    WASTE PACKAGE: Ha creato non poche polemiche la decisione della Commissione europea di escludere dal suo programma di lavoro per il 2015 le proposte del vecchio esecutivo comunitario su economia circolare e obiettivi più ambiziosi per il riciclaggio dei rifiuti. Stessa sorte per il pacchetto aria pulita.

    XENOFOBIA: Le elezioni europee portano al Parlamento europeo un’ondata, mai così consistente, di forze euroscettiche, anti-immigrazione e in alcuni casi apertamente xenofobe: dal Front National di Marine Le Pen, allo Ukip di Nigel Farage o al Partito per la Libertà olandese di Geert Wilders, fino ad arrivare ai greci di Alba Dorata, agli ungheresi di Jobbik o al neonazista tedesco di Npd.

    YES SCOTLAND: il 18 settembre 2014, gli indipendentisti riescono a portare la Scozia al referedum per l’indipendenza. Ma i cittadini decidono, con poco più del 55% dei voti, di non separarsi da Londra.

    ZONA EURO: A partire dal 1 gennaio, la zona Euro si arricchisce di un nuovo membro, la Lituania. Sale così a diciannove il numero dei membri dell’Area euro. La Lituania è l’ultima delle tre repubbliche baltiche a mettere in circolazione la valuta comunitaria.

     

    Tags: 2014anno europeocommissione europeaparlamento europeoueunione europea

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