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    Home » Economia » Non è un Paese per neolaureati, l’Italia penultima in UE per tasso di occupazione

    Non è un Paese per neolaureati, l’Italia penultima in UE per tasso di occupazione

    Secondo i dati di Eurostat, nel 2025 ha trovato lavoro l'83 per cento di quanti si sono laureati o diplomati da poco. La percentuale scende però al 71,8 per cento per la Penisola

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    15 Giugno 2026
    in Economia, Politica
    Photo de Mattia Revelantsur Unsplash

    Photo de Mattia Revelantsur Unsplash

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    Bruxelles – Giovani, preparati e carichi dell’energia per passare dalla formazione al lavoro: sarebbero una forza motrice, eppure l’Italia non li ‘sfrutta‘. Secondo i dati di Eurostat, l’Ufficio di statistica dell’UE, la Penisola è al penultimo posto tra i Paesi dell’Unione Europea per tasso di occupazione di neolaureati. Nel 2025, nell’Unione ha trovato lavoro l’83 per cento dei giovani di età compresa tra 20 e 34 anni che si erano laureati o diplomati da poco. Si tratta di una percentuale in aumento rispetto all’82,3 per cento del 2024 e in miglioramento costante dato che, negli ultimi 11 anni, è progredita di 7,5 punti. A guidare la classifica c’è Malta, con il tasso di occupazione più elevato per i neolaureati (91 per cento). A seguire l’isola mediterranea, Germania (90,6 per cento) e Paesi Bassi (90,1 per cento). All’altro estremo della scala, invece, Grecia (62,4 per cento), Italia (71,8 per cento) e Romania (72,7 per cento), con i tassi di occupazione più bassi.

    In generale, a livello UE, gli uomini neolaureati (84,4 per cento) hanno un tasso di occupazione più elevato rispetto alle donne (81,5 per cento). Ma – anche qui – va male alla Penisola, dato che gli italiani hanno il secondo tasso più basso (73,3 per cento), seguendo quello della Grecia (56,8 per cento) e precedendo quello della Romani (74,9 per cento). Al contrario, Repubblica Ceca (92,4 per cento), Paesi Bassi (92,1 per cento) e Germania (92 per cento) hanno avuto i tassi di occupazione più alti per gli uomini.

    Stessa fotografia per la situazione femminile. Malta (90,5 per cento), Germania (89 per cento) e Austria (88,8 per cento) guidano la classifica dei tassi di occupazione delle donne, mentre Grecia (68,6 per cento), Italia (70,2 per cento) e Romania (70,3 per cento) hanno i minori.

    Dunque, in 18 Paesi dell’UE, il tasso di occupazione tra i neolaureati è risultato più elevato per gli uomini che per le donne, con i divari maggiori in Repubblica Ceca (+12,2 punti percentuali), Lettonia (+10,3 punti percentuali) e Slovenia (+6,3 punti percentuali). Nei Paesi in cui i tassi di occupazione femminile erano più alti, le maggiori discrepanze si sono registrate in Grecia (+11,8 pp), Estonia (+5,0 pp) e Finlandia (+4,4 pp).

    Per quanto riguarda i neodiplomati, il tasso di occupazione era dell’80,2 per cento nel 2025 e, anche qui, era più elevato per gli uomini (81,5 per cento) rispetto alle donne (78,2 per cento). Otto Paesi dell’UE avevano raggiunto l’obiettivo UE di almeno l’82 per cento entro il 2025: Germania (che ha registrato il 91,5 per cento), Danimarca, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Austria, Svezia, Ungheria e Slovacchia. Tutti questi Paesi, ad eccezione di Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia, avevano raggiunto l’obiettivo anche separatamente per uomini e donne. I Paesi con i livelli di occupazione più bassi sono stati Grecia (58 per cento), Romania (63,4 per cento) e Italia (64,9 per cento).

    Tags: eurostatitalianeodiplomatineolaureatioccupazionetassoue

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