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    Home » Cronaca » Immigrazione, l’Ue: “Non siamo naif, bisogna cooperare anche con le dittature”

    Immigrazione, l’Ue: “Non siamo naif, bisogna cooperare anche con le dittature”

    Per il commissario Avramopoulos è necessario "per combattere contrabbando e traffico di esseri umani", ma questo non significa "dare legittimità" ai regimi

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    4 Marzo 2015
    in Cronaca
    immigrazione

    L’Europa “non è naif”, e per questo se vuole risolvere il problema dell’immigrazione irregolare “deve cooperare con le dittature”. Lo ha dichiarato il commissario all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos durante la presentazione dei risultati del primo dibattito orientativo del collegio sull’Agenda europea sulle migrazioni. Pe il commissario collaborare con le dittature in questo settore per esempio nel Processo di Khartoum e di Rabat, le iniziative congiunte Ue-Africa sul tema dell’immigrazione, non “legittimerà e a livello democratico e politico” questi regimi con cui pure “bisogna cooperare nei campi in cui abbiamo deciso di combattere contrabbando e traffico di esseri umani”. Secondo Avramopoulos “non possiamo ignorare che alcuni di questi Paesi sono in qualche modo alle radici dei nostri problemi”, e quindi “li impegniamo e li mettiamo davanti alle loro responsabilità”. Avramopoulos ha parlato della necessità di “adottare regole di migrazione legale”, che permettano a “chi vuole richiedere asilo politico di poterlo gare nel Paese di origine”. Per falo Bruxelles sta pensando, ha spiegato il commissario “a nominare una sorta di responsabile dell’immigrazione nelle nostre delegazioni” nei Paesi di origine a cui gli aspiranti richiedenti asilo possano rivolgersi.

    E proprio questa notte c’è stata l’ennesima tragedia in mare con dieci persone che sono morte a seguito del ribaltamento di un gommone carico di profughi diretto verso la Sicilia. Per primo vicepresidente, Frans Timmermans, gli eventi nel Mediterraneo hanno acuito il senso di emergenza e per questo Bruxelles ha “deciso di accelerare sull’Agenda europea sulle migrazioni anticipandola a metà maggio, mentre prima era previsto a metà luglio”.

    L’operazione comunitaria Triton, gestita da Frontex, resta centrale in questo momento ma “non è la guardia delle frontiere Ue”, e “se vogliamo un sistema di guardie di frontiera dobbiamo crearlo”, ha affermato il commissario all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos, secondo cui “se vogliamo che Frontex faccia di più, dobbiamo dargli più risorse”. Avramopoulos ha anche ribadito che “Triton non è stata mai intesa per sospendere le responsabilità italiane”, anche perché “ha un bilancio annuale di circa 19 milioni di euro”, quindi questa possibilità “non è mai neanche stata pensata”. “L’immigrazione è un problema che riguarda tutti gli Stati membri, non è più Mare Nostrum ma Europa nostra”, ha aggiunto Timmermans.

    Triton, l’operazione congiunta coordinata da Frontex e richiesta dalle autorità italiane, è stata avviata il primo novembre scorsco. Il bilancio mensile dell’operazione è stimato tra 1,5 e 2,9 milioni di euro. Vi partecipano 21 Stati membri mettendo a disposizione risorse umane (65 agenti distaccati in totale) e mezzi tecnici (12 in totale, di cui: due aeromobili ad ala fissa, un elicottero, due navi di pattuglia in mare aperto, sei navi di pattuglia costiera, una motovedetta; 5 squadre di screening e debriefing).

    Frontex svolge unicamente un ruolo di sostegno e può solo offrire assistenza agli Stati membri su loro richiesta. La dotazione iniziale e provvisoria di bilancio operativo prevista per prorogare l’operazione congiunta Triton fino alla fine del 2015 è di 18. milioni 250mila euro. Per la gestione delle sue frontiere, l’Italia ha ricevuto circa 150 milioni di euro nell’ambito del Fondo sicurezza interna per le frontiere.

    Tags: commissione europeaDimitris Avramopoulosfrans timmermansimmigrazione

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