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    Home » Politica » Un’accusa di firme false sconvolge la politica in Romania a poche ore dalle europee, coinvolto il partito d’estrema destra Alleanza per l’Unione dei Romeni

    Un’accusa di firme false sconvolge la politica in Romania a poche ore dalle europee, coinvolto il partito d’estrema destra Alleanza per l’Unione dei Romeni

    Silvestru Șoșoacă per correre come indipendente avrebbe dovuto raccogliere 100.000 firme, ma secondo la Procura generale, grazie all'aiuto dell'Aur e del suo leader George Simion avrebbe falsificato i documenti necessari

    Matteo Pedrazzoli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/Matteo__Pedra" target="_blank">Matteo__Pedra</a> di Matteo Pedrazzoli Matteo__Pedra
    6 Giugno 2024
    in Politica
    Romania

    Bruxelles – Un caso giudiziario si abbatte sulla Romania a poche ore dal voto per le elezioni europee. Mentre nei Paesi Bassi i cittadini si stanno già recando alle urne, a Bucarest secondo le autorità giudiziarie, Silvestru Șoșoacă, candidato all’Europarlamento, avrebbe raccolto firme false per poter essere presente sulle schede elettorali. L’Alleanza per l’Unione dei Romeni (Aur), un partito della destra radicale, avrebbe aiutato Șoșoacă ad avere i documenti necessari per poter correre alle elezioni europee come indipendente. George Simion, leader dell’Aur, è indagato dalla Procura generale rumena per aver favorito fraudolentemente la candidatura di Șoșoacă.

    Un selfie di George Simion scattato durante la campagna elettorale e postato su Facebook
    Un selfie di George Simion scattato durante la campagna elettorale e postato su Facebook

    Silvestru Șoșoacă si è candidato come indipendente ma è molto vicino alle posizioni politiche dell’Alleanza per l’Unione dei Romeni. Per presentarsi agli elettori, senza il simbolo di un partito, la legge rumena prevede l’obbligo di raccogliere 100.000 firme. La procura contesta a Șoșoacă di non essere stato in grado di ottenerle nei tempi corretti per presentare la candidatura. Per riuscire a partecipare alle elezioni, il 9 aprile, durante una riunione dell’Aur George Simion, avrebbe invitato i membri del partito ad attivarsi per assicurare a Șoșoacă un posto sulla scheda elettorale. Secondo l’accusa l’Aur, invece che raccogliere il sostegno dei cittadini, avrebbe inserito nelle liste firme false di persone reali. Le falsificazioni sarebbero continuate per tutta la giornata del 10 aprile. Il giorno successivo, poi, l’ufficio elettorale centrale della Romania ha ricevuto i documenti necessari per la candidatura di Șoșoacă.

    George Simion sostiene che l’inchiesta della Procura generale è il frutto di un azione politica degli inquirenti volta a estromettere l’Aur dalla corsa elettorale a poche ore dal voto. “Non importa se usciamo in manette, non ci fermerete: andate a votare domenica”, ha dichiarato Simion che si è scagliato anche contro gli investigatori: “lo Stato parallelo ha inviato le sue forze dell’ordine per condurre ad udienza decine di persone a me vicine e membri del team della campagna e dell’Aur per costringerli a fare dichiarazioni contro di me”. Anche Șoșoacă si è dichiarato estraneo ai fatti sostenendo che: “Sono io ad essere stato danneggiato perché viene messa in discussione la mia candidatura, forse sono stato truffato da un gruppo di imbroglioni”.

    L’estrema destra in Romania: irredentismo, complottismo e putinismo

    Secondo un sondaggio realizzato da Inscop l’Alleanza per l’Unione dei Romeni sarebbe il terzo partito del Paese con circa il 17 per cento dei consensi. L’Aur è un partito recente nello scacchiere rumeno, nato solamente nel 2019 e che attualmente conta 25 deputati su 330. Il partito ha idee di estrema destra: mira a unificare tutto il popolo rumeno sotto la bandiera della Romania, anti vaccini e razzista nei confronti di ebrei e persone immigrate. Pur non essendo presente all’Eurocamera nell’ultima legislatura l’Aur dovrebbe entrare nel gruppo dei Conservatori e riformisti (Ecr).

    In verde la regione della Romania storica, in giallo i territori annessi dopo il 1918
    In verde la regione della Romania storica, in giallo i territori annessi dopo il 1918

    Il giorno di nascita dell’Aur è emblematico: il 1 dicembre, quando la Romania celebra la Giornata della grande unione. In quella data del 1918, a seguito della Prima guerra mondiale, Bucarest annetteva ai suoi territori la Transilvania e parte della Bessarabia e della Bucovina, sancendo la nascita della così detta ‘Grande Romania’. Parte di questi territori verranno però persi durante il Secondo conflitto mondiale sancendo la nascita dell’irredentismo rumeno a cui l’Aur s’ispira.

    George Simion aveva provato nel 2019, a farsi eleggere a Strasburgo come indipendente, utilizzando nella campagna elettorale uno slogan emblematico: “La grande Romania in Europa”. Il risultato deludente, solo l’1,29 per cento dei consensi lo spinse a creare l’Aur, così da portare avanti le proprie rivendicazioni politiche. Simion ha sempre avuto posizioni politiche di sostegno a Vladimir Putin, che si sono annacquate (solo parzialmente) in seguito dell’aggressione russa all’Ucraina del 2022. Nell’aprile 2023 in un post su Facebook dell’account ufficiale dell’Unione dei Romeni ci si chiedeva: “Quando chiede l’aiuto di tutto il mondo per difendere il suo Paese dall’aggressione russa, il Presidente Zelensky è consapevole di essere beneficiario degli stessi rapimenti, aggressioni e ingiustizie storiche che hanno sottratto alla Grande Romania intere regioni che ora fanno parte dell’Ucraina?”. Le posizioni filorusse di George Simion gli sono valse anche l’accusa da parte dell’intelligence della Moldova di essere un collaboratore dei servizi segreti russi.

    Dal 2021 l’Aur ha un concorrente alla sua destra è S.O.S. Romania, nato dai fuori usciti del Partito socialista rumeno che erano in disaccordo con la linea a favore dei vaccini. S.O.S. Romania, che attualmente è dato attorno al 7 per cento, ha espresso la volontà di volersi accasare con Identità e Democrazia (ID) all’Eurocamera. Le posizioni del partito sono apertamente filorusse, no-vax, antisemite e irredentistiche. Nel maggio del 2022 il volto noto di S.O.S. Romania è Diana Iovanovici Șoșoacă, senatrice eletta con l’Aur e in fase di divorzio da Silvestru Șoșoacă.

    Selfie Silvestru Șoșoacă
    Un selfie dei coniugi Șoșoacă postato su Facebook da Silvestru

    Le cose tra i coniugi Șoșoacă non sono finite bene con le pratiche per la separazione che sono in mano agli avvocati e l’utilizzo del cognome è questione di scontro. La richiesta di divorzio è arrivata a Diana dopo che ha espulso il marito dal partito. Silvestru è convinto che le accuse di falsificazione delle firme provengano dalla senatrice, che come lui sta correndo per un posto a Strasburgo: “La denuncia è partita da lei, ne sono sicuro, non ho altro nemico al mondo oltre a Diana Iovanovici ancora Soșoacă”. La senatrice è nota in Italia per aver sequestrato nel 2021 la giornalista Rai Lucia Goracci e la sua troupe che stavano facendo un’indagine sui no-vax.

    Tags: Diana Iovanovici Șoșoacăeuropee24George SimionromaniaSilvestru Șoșoacă

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